Scheda n. 223 - Aprile 2011 - Riferimento n. ---

LEUCOPAXILLUS MACROCEPHALUS (Schulzer) Bohus

Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Porpoloma macrocephalum (Schulzer) Bon
Volg.

Etimologia

Leucopaxillus = bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino),
macrocephalus =con la testa grossa (dal greco makròs = grande e kefalè = testa) per le grandi dimensioni del carpoforo.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leucopaxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Leucopaxillus, Specie: macrocephalus.

Commestibilità

La sua commestibilità non è accertata anche se, a quanto pare, in Ungheria viene consumato anche crudo. L’odore tuttavia non è gradevole. Data la sua rarità è in ogni caso un fungo da proteggere

Descrizione

Benchè sia considerata una specie molto rara, abbiamo avuto modo di incontrare e di raccogliere in più riprese magnifici esemplari di Leucopaxillus macrocephalus nel Lazio e, segnatamente, nella Cerreta di Manziana. Né pensiamo di aver errato nella sua determinazione trattandosi di carpofori di grandi dimensioni, affastellati, e provenienti da un’unica massa miceliare più o meno profondamente interrata.

Il cappello ha dimensioni notevoli, potendo arrivare a misurare 30 / 25 cm. di diametro una volta che da globoso si estende fino a divenire piano-convesso mentre il margine rimane a lungo involuto. La superficie pileica è liscia ma presto rugosa e, con la siccità, tende a frazionarsi in squame irregolari e vagamente concentriche. Il colore progredisce con l’età dal bianco ocra al brunastro con tonalità aranciate o rossastre soprattutto allo sfregamento.

Lamelle mediamente fitte, intervallate da lamellule e forcate in prossimità dell’orlo, adnate o di poco decorrenti sul gambo, biancastre ma che al tocco si tingono di una colorazione rosata o rossastra.

Il gambo è robusto, ventricoso, radicante e confluente in una massa carnosa insieme ai gambi di altri esemplari; biancastro all’inizio per tingersi poi di ocra con riflessi aranciati, verticalmente fibrilloso, scaglioso verso la base e prolungantesi in una appendice nerastra.

Carne dura, spessa, compatta, biancastra ma assumente tonalità gialline a contatto con l’aria. Odore forte e non gradevole ma non sempre ben definito; con componente terrosa in maturità; sapore dolciastro.

Spore lisce, amiloidi, pluriguttulate, ovoidi o largamente ellissoidi; misurano 4,5 / 6,5 x 3 / 4,5 μm: Sporata bianca o debolmente crema.

Specie rara e da proteggere, può occasionalmente rinvenirsi nella tarda estate o in autunno in boschi aperti e soleggiate di quercia. E’ necessario estirparlo dal suolo con tutta la massa carnosa semiinterrata.

Possibilità di scambio

Altre specie di grandi dimensioni sono il L. macrorhizus che forse non è altro che un sinonimo di L. macrocephalus e L. tricolor con il cappello dai colori brunastri e con lo stipite mai connato né radicante.

Bibliografia

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Monografie:

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(Sandro Ascarelli)