Scheda n. 219 - Aprile 2011 - Riferimento n. 43

TUBER AESTIVUM Vittadini

Foto G. Sperati
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Sinonimi

Tuber uncinatum Vittadini;

Volg.: Tartufo nostrale, Tartufo nero estivo, Scorzone.

Etimologia

Tuber = tubero (dal latino),

aestivum = estivo (dal latino) per la sua crescita dalla tarda primavera alla fine dell’estate.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Sottoclasse: Pe-zizomycetideae, Ordine: Tuberales, Famiglia: Tuberaceae, Genere: Tuber, Specie: aestivum.

Commestibilità

Commestibile apprezzato ma di discreta qualità. Non tutti gradiscono il particolare profumo ed il sapore dei tartufi ma molti ne sono ghiotti.

Descrizione

I tartufi sono funghi ipogei (crescono e si sviluppano sotto terra), associati a diversi tipi di essenze arboree in simbiosi micorrizica. La loro raccolta viene effettuata con l’impiego di cani appositamente addestrati, in grado di percepirne l’odore e di segnalare quindi il luogo in cui scavare. Recentemente sono stati introdotti sistemi di produzione costituiti dalla messa a dimora di alcune piante (faggio, frassino, quercia ecc,) le cui radici sono state preventivamente imbibite di un liquido contenente le spore del tartufo: l’esito non è sempre sicuro e richiede oculatezza nella scelta del terreno, della sua esposizione, del suo grado di umidità e soprattutto una cura attenta ed efficace per evitare la diffusione di erbe nocive e l’azione dei roditori.

In natura, il Tuber aestivum è forse tra i tartufi più comuni ma anche meno pregiati. I ricettacoli si presentano in forme più o meno globose, delle dimensioni variabili tra i 1 e i 10 centimetri, con la superficie esterna (esoperidio) di colore bruno-nerastra, interamente ricoperto da grossolane verruche piramidali ma ad apice depresso.

All’interno la gleba, soda e compatta, è all’inizio biancastra, poi ocracea e infine brunastra, con numerose venature sterili biancastre, ramificate e anastomosate che conferiscono alla sezione del carpoforo un aspetto vagamente “marmorizzato”. Odore debole e caratteristico (secondo alcuni di orzo torrefatto), sapore gradevole e mite.

Gli aschi a forma di sacco misurano 80 / 100 x 60 / 75 μm e contengono un numero variabile di spore (generalmente da 4 a 6) giallo-brune, sub globose o ellittiche, ornate da un reticolo a larghe maglie, delle dimensioni 25 / 40 x 20 / 25 micron.

Cresce in habitat calcareo, dalla tarda primavera all’autunno, in pianura o in collina, mai ad altitudine superiore agli 800 metri.

Possibilità di scambio

Altri tartufi dal peridio bruno o nerastro sono il T. brumale con verruche più piccole e non appuntite come anche il pregiato T. melanosporum (Tartufo nero di Norcia) con la gleba più scura, percorsa da sottili venature biancastre.

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(Sandro Ascarelli)