Scheda n. 218      -      Aprile 2011      -      Riferimento n. 845


AMANITA VITTADINII (Moretti) Vittadini

Amanita Vittadinii.jpgFoto S. Ascarelli





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Sinonimi

Agaricus Vittadinii Moretti, Lepiota Vittadinii Krombholz, Amanita umbella Quèlet, Lepidella Vittadinii (Moretti) Gilbert, Aspidella Vittadinii (Moretti) Gilbert, Armillaria Vittadinii (Moretti) Locquin.

Etimologia

Amanita deriva dal greco Amanos = monte tra la Cilicia e la Siria;
il nome di specie Vittadinii ricorda il milanese Carlo Vittadini (1800 / 1865) che per primo ebbe a individuare questa specie.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amani-ta, Subgenere: Lepidella, Sezione: Lepidella, Specie: Vittadinii.

Commestibilità

Buon commestibile, dopo cottura. Specie da proteggere.



Descrizione

E’ una Amanita di grandi proporzioni, molto bella e  rara appartenente alla Sezio-ne Lepidella, sezione alla quale vengono ascritte specie con cappello e gambo rivestiti da scaglie piramidali e la cui volva tende a divenire indistinta poiché dis-sociata in squame revolute e concentriche tali da conferire al carpoforo un aspetto simile a quello di una Lepiota.

Il cappello, carnoso, può raggiungere un diametro superiore ai 15 centimetri; inizialmente è globoso per divenire in seguito convesso ed infine piano, con l’orlo sempre ripiegato verso l’interno. La cuticola, bianca o color crema, liscia e asciutta, è facilmente separabile ed è rivestita da verruche aguzze, piramidali, più fitte al centro e diradantesi verso l’orlo, biancastre ma tendenti a scurire con l’età. Il margine può apparire festonato per la presenza di residui del velo.

Le lamelle sono libere al gambo, mediamente fitte e intervallate da lamellule. Inizialmente bianche tendono poi ad assumere tonalità gialline, talvolta con riflessi verdastri o azzurrini.

Gambo centrale, sodo, pieno; di forma cilindrica, privo, all’estremità inferiore di qualsiasi bulbosità. Ha lo stesso colore del cappello ma è decorato, al di sotto dell’anello ampio e persistente, di scaglie grossolane, rivolte verso l’alto, dapprima biancastre poi giallastre o brunastre: sono ciò che rimane del velo generale che si è così dissociato in verruche concentriche.

Carne che da soda e compatta, diviene in seguito tenera e molliccia. Bianca o bianco-crema, immutabile al taglio. Odore tenue, erbaceo o mielato. Sapore dolciastro, gradevole.

Spore amiloidi, lisce, da subovali a ellissoidali, 9,5 / 12 x 8 / 9 micron. Sporata biancastra.

Cresce in ambiente mediterraneo, in pianura, isolata o in gruppi di pochi individui, in luoghi aperti e ben soleggiati (prati, giardini, orti) su terreno ben concimato. Il fatto di averne rinvenuti alcuni esemplari in prossimità di una porcinaia, lontano da essenze arboree, mi fa supporre che si tratti di una specie saprotrofa, non simbionte.

Possibilità di scambio

La specie più prossima è la A. codinae, ancora più rara, dalla taglia meno imponente e rivestita sin dall’inizio di da scaglie poco rilevate e brunastre: secondo alcuni Autori la A. codinae potrebbe essere una semplice varietà della A. Vittadinii. Altre specie vicine (caratterizzate da squamule sul cappello e sul gambo) sono l’A. Singeri, l’ A. echinocephala e l’ A. strobiliformis.

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(Sandro Ascarelli)