Scheda n. 216      -      Marzo 2011      -      Riferimento pag. 1626

BOLETINUS CAVIPES (Klotzsch : Fr.) Kalchbrenner

Boletinus cavipes 5 GS.jpg

 





Foto Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Boletus cavipes Opatowski, Euriporus cavipes Quèlet, Boletopsis cavipes P. Hennings;

Volg. : Boletino dal gambo cavo.

Etimologia

Boletinus = piccolo Boleto (diminutivo dal latino Boletus)

cavipes  = dal piede cavo (dal latino cavus = cavo, vuoto e pes = piede, gambo).

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletinus, Specie: cavipes.

Commestibilità

Commestibile mediocre.

Descrizione

I caratteri che rendono agevole l’identificazione di questo Boleto di piccola/media taglia sono i seguenti: cuticola del cappello feltrosa o pelosetta, pori angolosi e disposti a raggiera intorno al gambo, stipite ben presto vuoto, simbiosi mutualistica specifica con il larice (Larix  decidua). Vediamone in dettaglio la mor-fologia.

Il cappello, inizialmente conico-convesso, tende poi ad appianarsi fino a raggiungere un diametro di una dozzina di centimetri pur conservando il centro un po’ rialzato per la presenza di un basso umbone, . Il margine è sottile, a lungo involuto ed eccedente, recante spesso residui penduli del velo parziale. La cutico-la, difficilmente asportabile, ha colori che vanno dal giallastro al fulvo-castano, al bruno-rossiccio, al bruno-ruggine  dando origine a diverse varietà tassonomiche. La superficie è asciutta e opaca, rivestita da pelosità o feltrosità fibrillose.

L’imenoforo è costituito da tubuli di media grandezza che terminano in pori larghi, grossolanamente angolati, disposti a raggiera intorno al gambo e sullo stesso un po’ decorrenti; sia i tubuli che i pori hanno un colore giallo crema tendente, con l’età, ad assumere tonalità olivastre.

Gambo di altezza variabile, cilindrico, talora ricurvo, con qualche ingrossamento nella parte mediana e in quella inferiore, cavo e vuoto all’interno. Esternamente la superficie è asciutta e feltrosa di colore più chiaro del colore del cappello. Nella parte superiore è visibile un anello inizialmente biancastro i cui residui, con l’età, divengono via via più scuri fino a ridursi ad una semplice linea nerastra.

La carne del cappello è molliccia, quella della corteccia del gambo tenace e fibrosa: a contatto con basi forti, come acido solforico, si tinge di arancio. Odore e sapore grade-voli ma appena percepibili.

Spore fusiformi, lisce, talune guttulate, di misura 8,5 / 12 x 3 / 4 μm. Sporata giallo-olivastra.

Cresce in montagna, in colonie a volte numerose, in simbiosi mutualistica esclusiva-mente con il Larice, in un periodo compreso tra l’Estate e l’ Autunno

Possibilità di scambio.

La diversa pigmentazione pileica ha indotto alcuni Autori a creare delle varietà non sempre unanimemente accettate; si parla così di B. cavipes var. aureus, giallo dorato, di B. cavipes var.  flavidus, giallo ocra, di B. cavipes var. ferrugineus, bruno-rossiccio, di B. cavipes var. aurantiacus con tonalità aranciate. Al Genere Boletinus appartengono alcune altre specie non facilmente rinvenibili in Italia: il B. asiaticus, morfologica-mente molto simile al B. cavipes ma con colori pileici rosso carminio, anello costituito dal velo che, nella parte sottostante, appare chiazzato di rosso vinoso, e gambo solo tardivamente cavo, e il B. lakei con il cappello ornamentato da scaglie bruno-ruggi-nose, recentemente introdotto in Italia con la messa a dimora di un pino americano (Pseudotsuga Douglas) col quale instaura specifici rapporti di simbiosi (ho avuto modo di esaminarne alcuni esemplari in una piccola pineta di P. Douglas in una località prossima a Matera).

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(Sandro Ascarelli)