Scheda n. 215      -      Marzo 2011      -      Riferimento pag. 84

 

 

 

TRICHOLOMA GONIOSPERMUM Bresadola

 

 

 215. Tricholoma goniospermumFoto Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Tricholoma personatum var. goniospermum (Bres.) Rock, Tricholoma gonio-spermum fo. tetragonospermum (R. Maire : Bres.) Bon, Tricholosporum goniospermum (Bresadola) Guzman.                                                         

Volg. Fungo del pastore.

 

Etimologia

 

Tricholoma =  con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma  = orlo) ;                               goniospermum = con le spore angolate (dal greco gònios = amgoloso, angolato e sperma = semenza).

 

 Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Basidiomycota,  Classe: Homobasidiomycetes,  Sub-classe; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales,  Famiglia: Tricholoma-taceae,  Sottofamiglia: Tricholomatoi-deae, Tribù: Tricholomateae. Genere: Tricholosporum, Specie: goniospermum..

 

Commestibilità

 Ottimo commestibile.

 

Descrizione

Gli Autori più recenti hanno contestato l’attribuzione di questa specie nel genere Tricholoma così come nel 1881 fece il Bresadola, il quale non tenne conto della circostanza che i Tricholoma hanno spore ellittico-arrotondate mentre il T. go-niospermum possiede spore gibbose, cruciformi  e fortemente angolate. Tale circostanza ha indotto il micologo messicano Gaston Guzmàn a creare, nel 1975, il genere Tricholosporum di cui il goniospermum è l’unica specie europea.

La denominazione volgare (“fungo del pastore”) evidenzia il colore bianco sporco della cuticola pileica per cui, secondo molti cercatori, soltanto l’occhio partico-larmente esercitato del pastore sarebbe in grado di distinguere da lontano questo fungo dalle pietre del terreno arido nel quale il T. goniospermum si pro-duce.

Il cappello da globoso-emisferico diviene poi piano-convesso, assumendo un diametro che può superare i 10 centimetri. Margine a lungo involuto poi disteso. La cuticola, asportabile, liscia ed asciutta, ha un colore bianco terroso che evoca la crosta del pane, con sfumature gialline o brunastre.

Le lamelle hanno una tipica colorazione grigio-violetta o rosa-lilla più o meno tenue. Piuttosto fitte , intercalate da lamellule, sono arrotondate e si innestano al gambo con un dentino. Possono essere facilmente staccate dalla carne.

Il gambo, duro e compatto, è piuttosto tozzo, basso, ingrossato verso la base, biancastro in alto poi via via concolore al cappello procedendo dall’alto al basso.

Carne soda nel cappello, fibrosa nel gambo negli esemplari invecchiati, bianca-stra con forte odore di farina fresca e sapore gradevole.

Spore ialine, crociate, con angoli smussati, 8 /10 x 5 / 7,5 micron. Sporata bianca.

Specie rara e protetta, si può rinvenire in colonie numerose, dalla primavera all’autunno, nei terreni un po’ aridi dei pascoli di montagna o in prossimità di boschetti aperti e soleggiati.

 

Possibilità di scambio.

Difficilmente confondibile con altri Tricolomi sia per la forma tipica delle spore sia per la colorazione delle lamelle sempre su toni violetti o lilacini. La specie più vicina potrebbe essere Calocybe gambosa (scheda n. 70) che condivide lo stesso habitat ed ha il medesimo profumo di farina fresca ma che ha colorazioni più chiare sul cappello e bianco-crema quelle delle lamelle. Altro fungo simile è Lepista personata.

 

 Bibliografia

Bresadola  G. : Fungi Tridentini, Trento, 1881, vol. 2, pag. 6;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 11, pag. 10;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 3, tav. 106;

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Monografie:

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(Sandro Ascarelli)