Scheda n. 209      -      Febbraio 2011      -      Riferimento n. 757

AGARICUS MENIERI Bon

Agaricus menieri.jpg






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Sinonimi

Agaricus ammophilus (Menier) Saccardo. Agaricus xanthodermus subsp. ammophilus (Menier) J.M.Losa , Psalliota ammophila Menier .

Volg. : Prataiolo di Menier

Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
menieri = in onore del micologo Menier

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Xantho-dermatei, specie menieri.

Commestibilità

Fungo a carne che vira al giallo zolfo alla frizione ed emanante un disgustoso odore di fenolo per cui, come altre specie dello stesso genere, è velenoso in quanto responsabile di sindrome gastroenterica.

Descrizione

Vidi per la prima volta alcuni esemplari di questo fungo sulle dune del litorale romano, nel mese di dicembre. Ero ancora un cacciatore di funghi più che un micologo e così mi venne subito pensato di aggiungere al piatto di Natale, a base di esemplari di Leccinum lepidum, anche qualche saporito prataiolo…di mare.  Ma, ahimè, come rimasi male quando mi apparvero quelle macchie gialle alla base dei gambi e quel nauseante odore di inchiostro: eppure sembravano prataioli buoni e non somigliavano affatto a quelli di Agaricus xanthoderma!

Comunque si tratta di un bel prataiolo di medie dimensioni con cappello 40-110 mm di diametro, carnoso, da emisferico a convesso, poi  spianato-convesso; la superficie è opaca, liscia, di colore uniformemente bianco o con sfumature grigio-rosate soprattutto quando è bagnato dalla pioggia; il margine è a lungo involuto. Si ossida al giallo-zolfo con la manipolazione.

Le lamelle sono molto fitte e ventricose, libere al gambo; colorazione che va dal crema-rosato ad un rosa più deciso mentre, a maturazione completa, diventano bruno-porpora scuro.

Il gambo misura 60-140 x 15-30 mm, cilindrico o clavato, carnoso e robusto, pieno, spesso dritto, a volte un po’ flessuoso, quasi sempre profondamente infisso nella sabbia, di colore bianco, sericeo: possiede un anello a”gonnella”, membranoso, di origine superiore e finemente striato nella parte esterna. Presenta un netto viraggio al giallo-zolfo analogamente alla superficie del cappello. l’anello appare doppio per la presenza di un collare inguainante il gambo nella faccia inferiore dell’anello.

La carne è soda e compatta, virante al giallo-zolfo alla minima pressione, in particolare verso la parte bassa del gambo. Odore di fenolo, soprattutto alla base del gambo.

Spore 7-9 x 5-7 micron, subamigdaliformi  di colore bruno-porpora-cioccolato.

Cresce nel tardo autunno, sempre in terreno sabbioso, frequente sulle dune litoranee, sovente infisso fino al cappello.

Possibilità di scambio

Questa specie appartiene al gruppo Xanthoderma e potrebbe essere confuso con molte specie di questo gruppo, ma vive, assieme al commestibile Agaricus devoniensis, unicamente su terreno sab-bioso, in particolare sulle dune del litorale marino

Bibliografia

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 6, foto n. 2191;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 194, foto 253;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 584, foto 450;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 358 n. 757;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1998, collez. 17, tav. 801;

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Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 504;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 70;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 85;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag.  147 n. 406.

Monografie:

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 346, tav. 67 (pag. 520);

G. Monti, M. Marchetti, L. Gorreri, P. Franchi: Funghi di ambienti dunali, Univ. Di Pisa, Parco Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli, Pisa, 2001, pag. 64;

Galli R, : Gli Agaricus, Ed. Dalla Natura, Milano, 2004, pag. 190.

 

(Gianfranco Sperati)