Scheda n.206      -     Febbraio 2011      -      Riferimento 112

CANTHARELLUS TUBAEFORMIS Fr. : Fries

Cantharellus tubaeformis GS.jpgFoto S. Ascarelli






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Sinonimi

Agaricus cantharelloides Bulliard, Sowerby, Cantharellus cantharelloides Quèlet, Cantharellus infun-dibuliformis (Scop.) Fries, Cantharellus tubaeformis v. tubaeformis Fries.

Volg. Cantarello a forma di tromba, Finferla.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Aphyllopho-romicetideae, Ordine: Camtharellales, Genere: Cantharellus, Specie: tubiformis..

Etimologia

Cantharellus = piccola coppa (dal latino cantharus = coppa),

tubiformis = a forma di tromba (dal latino tuba = antica tromba araldica).

Commestibilità

Ottimo commestibile soprattutto per sughi e condimenti. Si presta ad essere essiccato.

Descrizione

L’esatta denominazione di specie si presta ancora a dubbi: tubiformis o tubaeformis? Qualunque sia il taxon più appropriato, questo Cantarello si riconosce facilmente perché al centro del suo cappello si apre un forellino che mette la superficie esterna del carpoforo direttamente in relazione con l’interno, cavo, del gambo. Ci si trova quindi in presenza di un fungo che effettivamente ricorda una di quelle lunghe trombe ancora oggi usate dagli araldi in occasione di rievocazioni mediovali.

Cappello poco carnoso, semigloboso all’inizio poi disteso fino ad avere ub diametro di circa 5 centimetri, ben presto ombelicato e munito al centro di un orifizio che si prolunga nella cavità interna del gambo. Margine sottile, irregolarmente ondulato, talora festonato. Cuticola adnata, asciutta, liscia negli esemplari giovani e successivamente lievemente feltrata di colore compreso tra il giallo verdastro al bruno ocraceo e al bruno grigiastro, colori che impallidiscono con l’età.

La superficie imeniale è costituita da nervature poco fitte, spaziate, intervallate da lamellule, arcuate, decorrenti, biancastre o grigiastre con riflessi giallini che si innestano al gambo che, al contrario, ha sempre una colorazione vivace, gialla o aranciata.

Lo stipite è farcito o vuoto all’interno, più o meno cilindrico, con grossolane pieghe verticali, un po’ svasato nella parte alta e spesso incurvato. La superficie è glabra.

Carne sottile, tenacella, biancastra ma ingiallente o ingrigente. Odore e sapore poco apprezzabili.

Ogni basidio porta quattro spore ovoidi, lisce, ialine, fornite di un apiculo obliquo. Misurano 8,5 / 11 x 7 / 9 μm.

Si trova nelle ragioni mediterranee, in terreni umidi, sia in boschi di latifoglie quanto di aghifoglie, ad altezza diverse e fino a 1.500 metri. Cresce in colonie numerose disponendosi o in file zigzaganti o in cerchi.

 

Possibilità di scambio

C. tubaeformis è una specie molto variabile soprattutto nelle sue colorazioni e spesso si può confondere con C. lutescens (v. scheda n. 95) che però ha uniformemente colori più chiari, pseudolamelle meno rigide e di solito non ha quel tipico orifizio idoneo a mettere la superficie esterna a contatto con la cavità dello stipite. Come abbiamo già accennato trattando del C. lutescens, non ci convincono le tesi di alcuni Autori che individuano in Cantharellus tubaeformis varietà lutescens, una specie rara, molto simile al C. tubaeformis var. tubaeformis il cui imenoforo avrebbe colori molto più gialli e, microscopicamente, avrebbe basidi recanti due sole spore.

 

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(Sandro Ascarelli)