Scheda n. 204 - Febbraio 2011 - Riferimento n. 1632

CHALCIPORUS PIPERATUS (Bull. ex Fr.) Bataille

 

Foto S. Ascarelli

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Sinonimi

Boletus piperatus Fr. : Bulliard., Viscipellis piperatus Quèlet, Ixocomus piperatus Quél., Boletus ferruginatus Batsh, Boletus ferrugineospermus Britzelmayr, Cerio-myces piperatus (Bull.) Murril, Leccinum piperatum (Sowerby) Gray, Suillus piperatus (Bull.) Kuntze.

Volg. : Boleto pepato.

Etimologia

Chalciporus = con i pori ramati (dal latino chalceus = del rame e porus = poro);

piperatus = piccante, pepato.

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Sottofamiglia: Boletoideae, Genere: Chalciporus; Specie: piperatus.

Commestibilità

E’ considerato un fungo commestibile ma dal sapore molto piccante e quindi sconsigliabile. Se ne può usare, tutt’al più, qualche pezzetto per rendere più pepato un piatto di altri funghi.

 

Descrizione

E’ una specie, di dimensioni modeste, facilmente identificabile sia per il sapore piccante della sua carne (basta assaggiarne un pezzetto sulla punta della lingua) sia per la colorazione rosso-ruggine che ben presto assume la superficie imeniale.

Il cappello è all’inizio emisferico, poi si allarga divenendo quasi pianeggiante, con il margine lobato-ondulato. Può raggiungere al massimo un diametro di 6 o 7 centimetri. Nel fungo giovane la cuticola può presentare una fine tomentosità che in seguito scompare lasciando la superficie pileica asciutta e glabra oppure, col tempo umido, appena un po’ viscosa. Presenta colori che vanno dal marrone al bruno fulvastro che tendono a divenire più scuri col passar del tempo.

I tubuli sono di medie dimensioni in rapporto alle dimensioni del carpoforo, piuttosto fitti, w si innestano direttamente al gambo o vi decorrono per un brevissimo tratto. Sono di color bruno ruggine o bruno ramato con lievi tonalità rossicce così come i pori piccoli, irregolari ed angolosi

Il gambo si eleva per un’altezza che generalmente non è mai inferiore al diametro del cappello; è cilindrico ma a volte di poco rastremato in basso, concolore nella parte mediana mentre tende ad assumere una colorazione giallognola in prossimità sia dei tubuli sia, alla base, in prossimità del micelio. La sua consistenza è alquanto dura e la superficie è usualmente liscia o rugosa in senso verticale.

La carne è soda e compatta nell’esemplare giovane; di seguito tende a divenire molliccia ed acquosa soprattutto nel cappello. Reazione negativa con idrossido di ammonio e tintura di Guaiaco mentre gambo e pori si tingono di bruno scuro a contatto con basi forti. Odore insignificante ma sapore un poco amarognolo all’inizio, di seguito sempre più piccante man mano che si procede alla masticazione.

Basidiospore di 7 / 13 X 3 / 5 μm, , ellittiche, lisce, con guttule interne. Sporata bruno-oliva con sfumatura rossastra.

Singoli o in piccoli gruppi, esemplari di C. piperatus possono trovarsi dall’estate all’autunno tanto in boschi di aghifoglie quanto in quelli di latifoglie (querce, faggi, castagni, betulle).

 

Possibilità di scambio

 

Al Genere Chalciporus nel quale sono compresi boleti di piccole o medio piccole dimensioni con superficie pileica umida con tempo piovoso ma asciutta in condizioni normali, imenoforo di colore uniformemente rossastro o rugginoso (talvolta frammista a tonalità giallastre), sapore all’inizio amarognolo e in seguito piccante, appartengono, oltre al C. piperatus, pochi altri taxon tutti piuttosto rari. Il C. amarellus è più piccolo e presenta colorazioni pileiche più chiare e quelle imeniali rosate ad eccezione della base del gambo e del micelio che tendono ad assumere colorazioni giallastre; il C. rubinus e l’analogo C. pseudorubinus, di dimensioni anch’essi modeste, sono colorati di rosso amaranto sulla superficie del cappello, su quella dei pori e sul gambo; il C. hypochryseus è un’entità affine alle precedenti dalle quali differisce solamente per avere pori gialli e per essere simbionte esclusivo del Peccio.

 

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(Sandro Ascarelli)