COSA SONO I FUNGHI?

Rispondere ad una domanda apparentemente così semplice non è stato agevole e per molti secoli la questione ha intrigato ricercatori e scienziati. Si è pensato ad esempio che i funghi fossero prodotti dal marciume del terreno, che spuntassero lì dove il fulmine aveva colpito una zolla di terra, o addirittura che magicamente sorgessero per essere utilizzati come sgabelli dalle streghe durante i loro “sabba” (e ancora adesso si parla di cerchi delle streghe). Né si riusciva a capire come tali organismi potessero prodursi senza semi. Solo all’inizio del XVIII secolo, con l’invenzione del microscopio, il botanico italiano Pier Antonio Micheli riuscì ad individuare i “semi” dei funghi e a descriverli nella sua opera “Nova plantarum genera” (1727). A tali semi fu in seguito attribuito il nome di “spore”.

Ancora più difficile appariva la possibilità di inquadrare i funghi in uno dei tradizionali tre regni naturali ai quali Linneo (1751) riteneva dovesse appartenere tutto quanto esisteva nel mondo. Escluso che i funghi potessero appartenere al regno minerale, si ragionava a lungo sulla possibilità di farli partecipi del regno vegetale o del regno animale. Nel primo caso l’ostacolo principale nasceva dalla considerazione che mentre gli organismi vegetali (erbe, piante, alberi) si nutrono di sostanze minerali che vengono rese organiche attraverso la fotosintesi clorofilliana e sono perciò detti “autotrofi”, i funghi, come gli animali, e come l’uomo, si nutrono di sostanze organicate (carni, sostanze vegetali etc.) attraverso fenomeni di parassitismo, di simbiosi o di saprotrofismo e sono perciò detti “eterotrofi”. Del resto, i funghi contengono elementi, come micosina, composto molto simile alla chitina presente in modo esclusivo nell’ esoscheletro degli insetti, dei ragni e dei crostacei, e come la cheratina sostanza diffusa nelle parti di rivestimento e protezione degli animali (epidermide, unghie, peli, corna penne, aculei). Dovremmo allora ritenere che i funghi appartengano al regno animale, ma anche ciò è da escludere se solo pensiamo che manca ai funghi un carattere fondamentale degli animali: la mobilità. In realtà le concezioni più moderne derivate dalla chimica, dalla biochimica e dalla fisiologia hanno portato i sistematici a collocare i funghi in un regno a sé stante, detto appunto regno fungi.

E’ necessario ancora avvertire che al Regno Fungi appartengono sia i macromiceti che ben conosciamo, sia quei funghi osservabili soltanto con l’aiuto di un microscopio. E’ questa la ragione per cui dobbiamo concludere che la popolazione fungina è composta da centinaia di migliaia di esemplari (ed alcuni ancora non noti).

Vi è infine un ‘ ultima considerazione da fare. Quelli che andiamo a raccogliere nei boschi e nei prati e che comunemente ed impropriamente chiamiamo funghi, sono in realtà il prodotto di un organismo che cresce e si sviluppa nel terreno o in altro substrato composto da un ammasso cellulare disposto a formare le “ife” che, a loro volta, costituiscono il “micelio”, osservabile talvolta come filamenti bambagiosi che affiorano dal substrato (la mamma del fungo). Il nome di fungo dovrebbe quindi essere riservato a questa entità che in maniera assolutamente inadeguata potremmo immaginare come una pianta sotterranea. In determinate condizioni atmosferiche, tale pianta produce dei …frutti, ossia degli organismi riproduttivi ai quali attribuiamo la denominazione di “carpofori”, in grado di emettere le spore e di consentire ai funghi la conservazione e la moltiplicazione della specie.

Chi si avvicina a questo straordinario regno, non può fare a meno di stupirsi della meravigliosa razionalità della Natura.

(Sandro Ascarelli)