Scheda n. 199      -      Gennaio 2011      -      Riferimento n. 840

AMANITA ELIAE Quél.

Amanita Eliae 5GS.jpg Foto G. Sperati







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Sinonimi

Agaricus Eliae (Quèlet) Winter, Amanita eliae (Quél.) E.-J. Gilbert, Amanitaria eliae (Quél.) E.-J. Gilbert, Lepiota Eliae (Quèlet) Gillet, Amanita Godeyi Gillet, Amanita cordae Velenovsky.

Volg. : Amanita di Fries

Etimologia

Amanita = da Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria;
eliae = dedicato dal micologo francese Quélet al micologo svedese Elias Magnus Fries (1794 / 1878).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Subgenere: Amanita, Sezione: Amanita, Specie: eliae.

Commestibilità

Non commestibile, potenzialmente tossico.

Descrizione

Amanita primaverile piuttosto rara, possiede una marcata striatura sul cappello ed è dotata di un gambo molto lungo, inoltre, secondo studi di alcuni micologi ha la caratteristica di riuscire a crescere, in annate difficili, come saprofita su resti di latifoglia. Tutte queste caratteristiche la farebbero ritenere una delle tante specie di Amanita del gruppo Vaginatae, ma ha un elemento che queste non hanno: è dotata di anello.

Il cappello è largo da 3 a 6 cm, inizialmente è sub globoso, poi convesso, infine disteso-appianato con il margine sin dall’inizio marcatamente striato. La cuticola, sottile e un po’ untuosa, non igrofana, è rivestita da aggregazioni irregolari di residui del velo universale cosparse di verruche fioccose biancastre; il colore è crema-biancastro con il centro crema isabella con sfumature rosate che, con l’età, si estende anche alla superficie periferica.

Le lamelle sono mediamente fitte, frammiste a lamellule, abbastanza grosse e libere al gambo con filo regolare, ricoperto, nei giovani esemplari, da fine pruinosità fioccosa; esse sono e rimangono di colore biancastro.

Il gambo, misurante 4-9 x 0,7-1,3 cm, è cilindrico, molto lungo e infisso profondamente nel terreno, minutamente fioccoso-pruinoso, cosparso da residui dissociati di volva, a volte a forma di cercini che ricordano un po’ quelli di A. gemmata, mentre all’apice appare bene evidenziata la zona anulare con anello inizialmente membranoso, ben conformato e debolmente striato nella parte superiore che tende a lacerarsi gradualmente; il colore è bianco-candido uniforme.

La carne è tenera, biancastra con odore poco rilevante e sapore non accertato.

Le spore misurano 10-15 x 7-9 micron e sono lisce, da subcilindriche a ovoidali, di regola con grossa guttula centrale senza poro germinativo e con apicolo; singolarmente sono ialine, mentre la polvere sporale in massa è biancastra.

Cresce in boschi di latifoglie, soprattutto querce e castagni, su terreno acido in primavera-estate.

 

Possibilità di scambio

Come già accennato può essere confusa con varie specie di amanite senza anello (Amanitopsis), ma basta accertarsi della presenza dell’anello. Naturalmente i colori chiari della specie richiamano anche Amanita verna che cresce nello stesso periodo ma, in quest’ultima, la mancanza di striature sul dorso del cappello è più che sufficiente per distinguerla.

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(Gianfranco Sperati)