Scheda n. 197 - Gennaio 2011 - Riferimento n. 782

PSATHYRELLA LACRYMABUNDA (Bull. : Fr.) Moser

197. Psathyrella lacrimabunda

 

Foto S. Ascarelli
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Agaricus vetulinus Persoon, Lacrymaria velutina Fries ex Persoon, Hypholoma velutinum Quèlet, Agaricus lacrymabundus Bulliard, Hypholoma lacrymabundum auct. diversi, Geophila lacrymabunda Quèlet, Lacrymaria lacrymabunda Patouillard, Glyptospora lacrymabunda Fayod, Cortiniopsis lacrymabundus Schroeter.

Volg. : Psatirella lacrimante

Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile), lacrymabunda = lacrimante, piangente, a causa delle goccioline che compaiono sulle lamelle del fungo in giovane età.

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella , Sottogenere: Lacrymaria, specie: lacrymabunda.

Commestibilità

Si tratta di un fungo commestibile anche se di scarso valore perché un po’ amaro, soprattutto se troppo maturo; pertanto si consiglia di raccogliere solo esemplari molto giovani. Inoltre, come si vedrà in seguito, è un fungo che preferisce prodursi in ambienti antropizzati, per cui bisogna evitare di raccogliere quelli che crescono in luoghi sporchi o lungo le vie (anche se questa regola deve valere per tutti i funghi commestibili).

Descrizione

È una specie di facile riconoscimento se si osservano le goccioline acquose sul filo lamellare e talvolta sulla parte alta del gambo; sono anche evidenti i resti del velo parziale che simulano una zona pseudoanulare evanescente quando vi si sovrappongono le spore mature nerastre.

Il cappello misura 40-100 mm di diametro ed è inizialmente campanulato, poi convesso e alla fine appianato con largo umbone ottuso; il margine è appendicolato-frangiato per i resti del velo generale; la cuticola è radialmente percorsa da fibrille squamuloso-tomentose ed è di colore bruno-ocra o bruno-rossastro, più pallida al margine.

Le lamelle sono mediamente fitte, da largamente adnate a debolmente smarginate, intercalate da numerose lamellule, inizialmente di colore giallastro-crema, in seguito bruno-porpora scuro, con il filo chiaro, fimbriato e gemente delle goccioline acquose trasparenti.

Il gambo misura 50-100 x 7-14 mm ed è cilindrico, leggermente attenuato alla base, cavo, interamente fioccoso e fibrilloso, segnato da screziature ocra-rugginose su sfondo giallastro-crema, pruinoso all’apice, che a volte può essere decorato da piccole goccioline acquose e da una zona pseudoanulare disegnata da resti di cortina che scurisce con la caduta delle spore.

La carne è esigua, un po’ più spessa al di sotto della zona discale, fragile ed acquosa, crema-giallastra con odore debole indefinito e sapore moderatamente astringente.

Le spore, ovoidali-subcitriformi, ornate con grosse verruche, misurano 8.5/11 x 5,5/6,5 micron e sono bruno-nerastre in massa.

P. lacrymabunda cresce isolata o gregaria in estate ed in autunno, lungo il margine dei viottoli, tra l’erba dei parchi, su detriti legnosi e, subcespitosa, su vecchie radici in fase di disfacimento. Come già detto è specie antropica.

 

Possibilità di scambio

È possibile confonderlo con Psathyrella pyrotricha, specie più rara, di minore dimensioni, di colori più accesi e non antropica.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 288;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 67;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5, tav. 849;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1920, pag. 220 n. 736, tav. 64/3;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 264 n.794;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 121, tav. 37, n. 1049;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 138 n. 327;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 34 in nota;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. \, tav.95;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 197, f ig. 513B;

A. Dermek: Atlas Našich húb, Bratislava 1977, fig. 193, pag. 268.

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 276;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 291;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 186;

Roger Phillips: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 176;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 185;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 148;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 116;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 58, foto 44;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 194;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 190;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 176;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 90;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 268;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 274;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 148;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 198;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 156;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 280, tav. 112;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 909, foto 1251;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 256, foto 183;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 276 , n. 782;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 480, tav. 144;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 245;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 237 ;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 233;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 194, Iconografia n. 304;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 204;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 124;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 220;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 102;

Epinat C. et Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto pag. 55;

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 574;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 466, foto 476 ;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 279;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 265;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag.266, foto 308;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 197;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 76;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 79;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 203;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 309;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 374;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 521;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 182;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 142;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 392;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 195;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 380;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag. 168 n. 421.

 

(Gianfranco Sperati)