Scheda n. 188        -        Novembre 2010        -         Riferimento n. --

 

HELVELLA  MONACHELLA (Scop. : Fr.) Fries

 

Helvella monachella 2 GS.jpg

 

Foto S. Ascarelli

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Sinonimi

Helvella spadicea Schaeffer, Helvella leucopus Persoon.

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

monachella = per il  cappello lobato che ricorda il copricapo di alcuni ordini di monache.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogene-re: Helvella, Specie: monachella.

Commestibilità

A seguito di recenti studi si è potuto appurare che oltre all’acido elvellico (sostanza tossica ma termolabile ad una temperatura superiore ai 70°) l’Helvella monachella, come l’ H. crispa (v. scheda n. 63) può contenere una miscela di sostanze denominata “giromitrina” la cui ingestione può provocare una pericolosa sindrome citottossica. Per tale ragione l’ H. monachella, considerata sino a non molto tempo fa come specie a commestibilità condizionata (soltanto previa prolungata prebollitura) è da iscriversi nella lista dei funghi velenosi e quindi da sconsigliare.

 

Descrizione

Per questa Helvella è usata anche la denominazione di specie spadicea (color dattero) per mettere in evidenza la colorazione bruno scura del cappello o “mitra”. E’ conosciuta tuttavia anche col nome di Helvella monachella per la singolare caratteristica di avere il cappello diviso in lamine o lobi che scendono verso il gambo così da somigliare al complicato copricapo di certe monache. Peraltro molti carpofori ascritti al genere Helvella hanno una mitra divisa in lobi disposti in modo da conferire al cappello l’aspetto di una sella.

Helvella monachella possiede quindi un apotecio di circa 4 o 5 cm, suddiviso in tre o quattro lobi lisci, lievemente ondulati, di colore bruno-nerastro più chiari verso gli orli. La superficie superiore è quella fertile recante gli aschi, quella inferiore, quasi biancastra, è liscia o un po’ pruinosa.

Il gambo può elevarsi per un altezza massima di 10 centimetri, più o meno cilindrico ma un po’ ingrossato alla base, liscio o poco rugoloso, internamente cavo e di colore bianco.

La carne è anch’essa biancastra, di consistenza ceracea, elastica, tenace, priva di odore o di sapore particolari.

Gli aschi cilindrici e non amiloidi contengono usualmente otto spore ellittiche, ialine, misuranti 18 / 22 x 10 / 13 micron, contenente una grossa guttula e centrale e, occasionalmente, altre guttule più piccole. La sporata è bianca.

Helvella monachella si può rinvenire lungo i sentieri, ai margini di boschi sabbiosi o calcarei, a piccoli gruppi durante la primavera. Predilige la vicinanza di eucalipti o di pioppi.

 

Possibilità di scambio

L’unico scambio possibile è con Helvella lacunosa (anch’essa non commestibile) che si distingue facilmente per il gambo non liscio ma percorso da profonde scanalature. Helvella atra ha invece un gambo liscio, ma i colori della mitra e dello stipite sono più grigiastri e, soprattutto, è specie autunnale.

 

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(Sandro Ascarelli)