Scheda n. 182      -      Ottobre 2010      -      Riferimento n. 846

Amanita gracilior Bas & Honrubia


Amanita gracilior 1 GS.jpg
Foto S. Ascarelli





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Sinonimi

Amanita baccata var. gracilior (Bas & Honrubia) Aparici & Mahiques,
Volg. : Amanita più gracile

Etimologia

Il nome di genere Amanita deriva dal greco Amanos = monte tra la Cilicia e la Siria;
il nome di specie gracilior deriva dal latino = più gracile, rispetto ad Amanita boudieri

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Subgenere: Amanita, Sezione: Lepidella, Specie: gracilior.

Commestibilità

È specie sconosciuta da un punto di vista alimentare.

Descrizione

È un fungo completamente bianco in tutte le sue parti e cresce abbondantemente in autunno nei boschi termofili della costa mediterranea. Somiglia ad A Boudieri che, nello stesso habitat, cresce in primavera. Uno studio condotto da Neville e Poumarat nel 1996 rivela che A. boudieri is uncommon and occurs mostly in the first half of the year, while A.boudieri è rara e cresce nella prima parte dell’anno fra marzo e maggio mentre A. gracilior is common and occurs in the second half of the year.gracilior è più comune e abbondante e cresce nella seconda metà dell'anno fra settembre e novembre.

La specie si presenta generalmente gracile, ma a volte, qui e là si incontrano degli esemplari lussureggianti.

Il cappello misura 3-4 cm di diametro, ma arriva anche a 12 cm, di forma emisferica regolare poi  convessa ed alla fine spianata e depressa al centro, carnoso e compatto, in seguito tenero; la cuticola è separabile, bianca, con aspetto satinato, sub viscida, cosparsa di numerose minute verruche piramidali concolori detersili, più fitte verso il centro, meno appuntite e piatte verso l’esterno; il margine è liscio e intero con la parte debordante ottusa, irregolare e lacerata, con a volte residui di velo. Il colore, con l’età tende al crema-giallognolo.

Le lamelle sono fitte, attenuate o libere al gambo, frammiste a lamellule tronche, ventricose, di colore bianco, poi avorio-crema,  infine, a maturità, divengono quasi giallognole fino a crema un po’ incarnato.

Il gambo misura 8-10 x 1-2,5 cm, é cilindrico e si allarga verso la base dove diviene bulboso-radicante; pieno, poi midolloso, di colore bianco sopra l’anello e decorato da fioccosità al di sotto. L’anello è alto, bianco, membranoso, appressato, impercettibilmente striato, fioccoso-cremoso, quindi fugace. La volva è bianca, friabile ed indistinta perché dissociata in numerose scaglie ricurve che rimangono ben aderenti e decorano la parte turbinata inferiore del bulbo.

La carne all’inizio soda, poi più tenera, quasi molle, bianca immutabile senza odori e sapori particolari.

Le spore sono di 10-11,5 x 5,5-6,5 micron, da allungate a sub cilindriche, con gocciole o grani, biancastre-crema in massa.

Cresce per lo più isolata nei boschi litoranei vicino a Pinus sp. o in boschi misti con querce; predilige substrati sabbiosi.

Possibilità di scambio

A. gracilior è molto vicino ad altre specie della  Sezione Lepidella: ad A. boudieri, come già detto in precedenza, che però cresce in primavera; ad A. beillei, ma che ha presto le lamelle tinte di rosa salmone dalle spore; ad A. echinocephala che si presenta più massiccia, con le lamelle a riflessi verdastri e con l’anello membranaceo, persistente, ampio.

Bibliografia

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 104;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 6, foto n. 2150;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 278  n. 846 ;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 42;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 122;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 1, pag.46 .

 

Monografie:


Foiera F., Lazzaroni E., Snabl M. & Tani O.
: Funghi Amanite, Ed agricole, Bologna, 1993, pag. 125;

Galli R. Le Amanite, Edinatura, Milano, 2001, pag. 158;

Neville P. – Poumarat S. : Amaniteae, Funghi Europei, vol.  9, Ed. Candusso, Alassio, 2004, pag. 490, fig. 78, foto 47 A,B,C, tav. 51.

 

(Gianfranco Sperati)