Scheda n. 178      -      Ottobre 2010      -      Riferimento 1675

BOLETUS AEREUS Bulliard ex Fries.

178. Boletus aereus
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Tubiporus ustulatus Paulet,  Boletus edulis subspecie aereus Konrad & Maublanc,  Dictyopus aereus Quèlet, Boletus sykorae Smotlacha;
Volg. Bronzino, Porcino nero..

Etimologia

Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra),
aereus  = bronzeo (dal latino  æs, æreus = bronzo). Attenzione: il dittongo latino ae si legge in italiano “e”: l’esatta  dizione è quindi  “èreus” e non  “aereus”

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Edules, Specie: aereus.

Commestibilità

Ottimo commestibile, anche crudo in insalata. Dei Boleti del gruppo “Edules” è, a nostro avviso, il migliore. Si presta ad essere conservato essiccato. Controllare che non sia invaso da larve.

Descrizione

Francamente non ho mai visto dei funghi spiccare il volo. Sono tuttavia parecchi coloro che chiamano “aereus” questo boleto, ignorando o dimenticando che in latino il dittongo “ae” si legge “e” e che quindi “aereus” si pronuncia correttamente “ereus”. Questo termine di specie fa riferimento al colore scuro, bronzeo, della superficie pileica, ragion per cui questo porcino viene spesso indicato con il termine volgare “bronzino”.

Tra i Boleti del gruppo del B. edulis è sicuramente i migliore dal punto di vista organolettico ed il suo profumo e il suo sapore sono i più intensi.

Il cappello è semiemisferico poi piano o convesso, molto sodo e carnoso, con cuticola opaca e asciutta, finemente pruinosa negli esemplari giovani. Il margine è uniforme e privo di striature. Il colore è tipicamente marrone molto scuro a volte quasi nero, talora con sfumature più chiare.

La superficie imeniale è composta da tubuli lunghi, adnati, appressati che terminano in pori minuti che dal bianco iniziale divengono poi giallini e infine olivastri.

Il gambo è carnoso, panciuto e obeso poi irregolarmente cilindrico, sodo, robusto. Il suo colore è ambrato, bruno-ocra sempre meno marcato del colore della cuticola del cappello: tale colore si estende per buona parte del gambo ed è dovuto ad un fitto ed irregolare reticolo di tale tonalità che ricopre la superficie più chiara dello stipite.

Carne bianca, immutabile, soda e compatta, diviene poi molliccia in maturità. Odore poco pronunciato ma gradevole come il sapore dolciastro. A contatto con basi forti come idrato di potassio o di sodio, la carne tende ad imbrunire.

Spore ellittiche, fusiformi, con parete liscia, di dimensioni 12 / 16 x  4 / 6 μm.  Sporata bruno olivastra.

Specie terricola, simbionte di numerose latifoglie come querce, lecci, sughere, castagni, cisti e corbezzoli, ama soprattutto ambienti soleggiati, caldi ed asciutti.


Possibilità di scambio

Diversi e molto più chiari sono i colori della superficie pileica del B. edulis, e del B. æstivalis (di solito color nocciola) mentre B. pinophilus ha un cappello fulvo-cioccolata. B. edulis e B. æstivalis si caratterizzano inoltre per un reticolo a maglie bianche evidente nella parte alta del gambo, appena al di sotto della superficie imeniale. Sono tutti porcini o brise, ricercati ed apprezzati.


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(Sandro Ascarelli)