Scheda n. 175 - Settembre 2010 - Riferimento n. 1708

LECCINUM LEPIDUM (Bouchet) Quadraccia


275. Leccinum lepidum
foto di G. Sperati
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Sinonimi

Boletus lepidus Bouchet, Boletus eximius Bouchet, Boletus lepideus Alessio, Krombholziella lepida Essette.
Volg.: Leccino, Porcino giallo invernale


Etimologia

Leccinum = attinente al leccio (Quercus ilex)
lepidum = dal latino: lepido, gradevole.


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere:Leccinum, Sezione: Luteoscabra, Sottosezione : Fumosa, Specie: lepidum.


Commestibilità

Commestibile; si utilizza soltanto il cappello perché il gambo rimane duro e coriaceo. Si presta ad essere conservato essiccato; annerisce alla cottura.


Descrizione

Da ragazzo alcuni giorni prima di Natale prendevo il trenino Roma-Ostia per scendere alla stazione di Castelfusano, entrare nel bosco e riempire il cestino con esemplari di questo fungo. Una volta a casa mamma li preparava per farci alcuni piatti ed i più piccoli li metteva sott’olio. Allora raccoglievo solo porcini e, quindi, anche questi che mi erano stati indicati da alcuni raccoglitori del posto come porcini gialli invernali. Quel giorno ero felice perché potevo vantarmi di aver fatto mangiare i porcini, anche se gialli, il giorno di Natale.
Si tratta di un bel fungo di medio-grandi dimensioni, tozzo e robusto con cappello di 5-15 cm di diametro, carnoso, sodo nel giovane e molliccio nell’adulto, emisferico, poi convesso e pulvinato, mai completamente spianato, con il bordo di un certo spessore ed eccedente, involuto negli esemplari giovani e disteso in quelli più maturi. La cuticola si presenta sempre rugoso-untuosa vischiosa a tempo umido, di colore molto variabile: giallo-ocra, bruno-ocraceo, fulvo-bruno, giallo-bruno scuro; immutabile al tocco o alla pressione.
Tubuli lunghi fino a 2,5 cm, separabili e liberi al gambo, gialli all’inizio, poi ingrigenti o imbrunenti, in vecchiaia con riflessi oliva al taglio; i pori sono piccoli e tondeggianti, concolori ai tubuli e brunastri in seguito a pressione o traumi.
Gambo di 6-13 x 3-4,5 cm, pieno, sodo e fibroso, per lo più ventricoso, appena ingrossato alla base o leggermente claviforme, infine cilindrico; la superficie è asciutta, giallo-citrina poi gialla più scura, vira al tocco al bruno-rossastro, più evidente se manipolato; è inoltre cosparso di squamette o sottili asperità gialle poi volgenti al brunastro che tendono a disegnare delle costole dalla parte mediana fino alla zona basale.
Carne soda solo negli esemplari immaturi, poi via via più molle, quella del gambo dura e fibrosa; bianco-giallognola, al taglio rosa-rossastra, soprattutto all’inserzione tra il gambo ed il cappello, poi rosa-lilla e da ultimo grigio-ocracea. Odore debole e sapore dolce.
Spore di 15-22 x 5-7,5 micron, fusiformi, bruno-olivastre in massa.
Cresce esclusivamente sotto Quercus ilex e Quercus suber, isolato o a piccoli gruppetti dall’autunno inoltrato alla primavera, più frequente nella macchia mediterranea nei pressi della costa.


Possibilità di scambio

Leccinum lepidum ha l'aspetto simile a un gran numero di boleti. Il boleto più vicino è Leccinum corsicus, che, però, oltre ad essere più piccolo, è simbionte di specie del genere Cistus. Anche Leccinum crocipodium è molto simile, ma ha cuticola vellutata e tendenza a screpolarsi, inoltre è legato anche a querce a foglia caduca ed al castagno. Infine Boletus appendiculatus è l’altra specie con cui viene spesso confuso, ma ha il gambo ornato da un bel reticolo giallo, inoltre la carne ha un lieve viraggio al bleu. Tutte le specie sopra menzionate sono commestibili.

 

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(Gianfranco Sperati)