Scheda n. 174        -        Settembre 2010         -         Riferimento 1340





PANAEOLUS CAMPANULATUS
(L. : Fr.) Quèlet


174. Panaeolus campanulatus
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus campanulatus Linneo, Agaricus callosus Fries, Agaricus papilionaceus Bulliard, Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fries) Quélet,  Chalymotta campanulata Karsten.
Volg. : Paneolo campanulato


Etimologia

Panaæolus = smagliante (aggettivo latino dal greco panaìolos);
campanulatus = a forma di piccola campana (dal latino campanula = piccola campana): si riferisce alla forma conico-campanulata del fungo.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Panaeoleae, Genere: Panaeolus, Specie: campanulatus.


Commestibilità

È un fungo velenoso perché contiene psilocibina e psilocina sostanze responsabili della sindrome allucinogena a breve incubazione; può quindi causare intossicazioni di natura psicotropica (allucinazioni)


Descrizione

La vista di questi funghi saprofiti coprofili mi ricorda come in natura si riciclino anche gli escrementi degli animali, dai quali il fungo prende la parte di carboidrati necessari al suo nutrimento e cede i sali minerali alla terra, a disposizione delle piante.
Si tratta di funghi di piccolo-medie dimensioni, di aspetto slanciato ma esile e fragile con

cappello di  2-4 cm di diametro, inizialmente conico-campanulato poi emisferico con presenza di un basso umbone ottuso al centro; la cuticola è sottile, generalmente liscia e lucente, appena squamosetta a tempo secco o più di frequente screpolata, leggermente vischiosa con l’umidità o con la pioggia quando diviene facilmente asportabile; la colorazione varia da un biancastro-crema, crema-grigiastro a bruno-fuligginoso, a volte con sfumature rossicce, più scuro al centro e biancastro al margine; sovente si presenta appendicolato da resti di velo bianco-grigiastri.
Lamelle  rotondato-adnato-ascendenti, subventricose, intercalate da numerose lamellule, grigie pallide nei giovani con macchie nere (marezzate); ciò è dovuto alle spore che, come in molte altre specie dello stesso genere, non maturano contemporaneamente; infine divengono nerastre, con il tagliente biancastro, decorato qua e là da guttule sparse.
Gambo cilindrico di 12 x 0,4 cm, debolmente dilatato verso la base, diritto e rigido, fistoloso, esternamente striato in prossimità della zona apicale e più debolmente verso la parte mediana, cosparso di pruina biancastra su fondo bruno, a volte con riflessi fulvi e con toni incarnati verso la zona basale, bianco-crema nel terzo superiore.
Carne inconsistente, meno che nella zona sottodiscale, grigio-biancastra sfumata di toni fulvo-rossicci; quasi inodore ed insapore.
Spore 13-18 x 8,5-10x9,5-13 micron, lenticolari, amigdaliformi, nere in massa.
Vive dall’inizio dell’estate al tardo autunno, solitario o in piccoli gruppi nei pascoli sulle deiezione di bovini ed equini o nelle loro vicinanze.


Possibilità di scambio.

A causa del portamento e della variabilità di colorazione può essere confuso con P. sphinctrinus che però è di dimensioni più piccolo e non presenta tonalità rossastre oppure con P. rickenii che possiede gambo più scuro essudante goccioline acquose o con P. papilionaceus, di taglia più piccola, cappello più chiaro e mai campanulato. Tutte e queste specie sono comunque responsabili di sindrome allucinogena.


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(Gianfranco Sperati)