Scheda n. 172 - Settembre 2010 - Riferimento n. 1207

 


172. Gymnopilus spectabilis (Fr. ex Fr.) Smith



Gymnopilus spectabilis
foto di G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus spectabilis Fries, Agaricus aureus Sowerby, Dryophila aurea Quèlet, Agaricus quercicola Lasch, Agaricus rhabarbarinus Krombholz, Pholiota spectabilis Quèlet.
Volg.: Agarico fiammante gigante


Etimologia

Gymnopilus deriva dal greco gymnos = nudo e dal latino pilus = cappello;
spectabilis = rispettabile, a causa delle dimensioni.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Cortunariales, Famiglia: Crepidotaceae, Genere: Gymnopilus, Specie: spectabilis.


Commestibilità

Non commestibile, sospetto: il fungo crudo potrebbe essere causa di sindrome psilocybinica, allucinogena.
In alcuni paesi, come il Giappone, è conosciuto come il "fungo della risata" per le sue proprietà allucinogene e sembra che, in alcune regioni dello stesso paese venga adoperato per rallegrare i commensali. In Italia si ritiene che non possieda le medesime proprietà psicotrope.


Descrizione

Una volta durante una delle prime passeggiate in cerca di funghi e di altre emozioni della natura, nei pressi della mia casa, mi imbattei in un grosso cespo di questo fungo, fuoriuscente dalla base di un grande eucalipto. Pensai che se fosse stato commestibile, avrei potuto subito riempire il cesto e ci avrebbe potuto mangiare la mia intera famiglia, mentre ora sarebbe rimasto lì a marcire senza portare giovamento ad alcuno. Questo mio pensiero era basato su una constatazione di ordine opportunistico palesemente sbagliata, ma mi fece riflettere e, per la prima volta, mi resi lucidamente conto che la natura non esisteva per noi, ne noi eravamo al centro di essa, ma rispondeva ad un disegno più grande che valeva la pena impegnarsi a scoprire.
Si tratta di un appariscente fungo lignicolo, cespitoso, che può raggiungere dimensioni notevoli con cappello di 6-15 (20) cm di diametro, inizialmente emisferico-convesso poi piano-convesso, di colore giallo acceso, giallo-aranciato, liscio o leggermente tomentoso nei giovani esemplari, viscido a tempo umido, nell’adulto ricoperto di squamule fibrillose fulvo-brunastre; il bordo è involuto per lungo tempo e molto spesso appendicolato per i residui del velo parziale.
Lamelle serrate, adnate al gambo e decorrenti per un dentino, abbastanza larghe, inizialmente color giallo-crema, poi giallo-oro ed infine bruno-ruggine per le spore mature.
Gambo 8-16 x 3-5 cm, cilindrico nella parte alta, aumenta progressivamente di volume in quella mediana, diviene fusiforme-radicante verso la base; rigido e pieno nel giovane, tubuloso nell’adulto, ricoperto da una pruina bianca su sfondo giallo-crema nella parte superiore mentre la parte restante è di colore giallastro-ocra, poi rossastro-fulvo mentre nell’insieme é di aspetto più o meno fibrilloso-squamuloso; anello ampio, ascendente e persistente, più o meno concolore, ruggine nella pagina superiore dopo la caduta delle spore.
Carne molto compatta, fibrosa, giallastra, giallo-ocra-arancio ovunque, odore poco definito, sapore amaro e leggermente rafonoide.
Spore 8,5-10x5-6 micron, verrucose, ellittiche o subamigdaliformi, color ruggine in massa.
Cresce in genere cespitoso, alla base di vecchi tronchi o ceppi di latifoglia e di aghifoglia, prevalentemente marcescenti, a volte anche a qualche metro di altezza, nella stagione estiva ed in quella autunnale.


Possibilità di scambio

A volte i singoli carpofori possono ricordare Buchwaldoboletus hemichrysus, saprofita di Pinus pinea; la presenza dei tubuli in quest’ultima specie ci consente di separare nettamente le due specie. Uno dei tanti funghi lignicoli non commestibili o perché sgradevoli o perché addirittura tossici, in questo caso si tratta di un fungo fibroso e decisamente amarescente. Un’altra specie con cui si può scambiare è Tricholomopsis rutilans, anch’esso non commestibile perché amaro, ma si riconosce per la sua variabilità cromatica dall'arancio al viola attraverso molte sfumature intermedie, inoltre cresce a folti cespi esclusivamente sulle ceppaie in decomposizione delle conifere.

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(Gianfranco Sperati)