Scheda n. 171         -         Settembre 2010         -        Riferimento n. 131




RAMARIA LARGENTII
 
Marr & Stuntz


 

171 Ramaria Largentii 

 



foto di S. Ascarelli
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia




Sinonimi

Volg.: Ditola, Manina.


Sistematica

Regno: Fungi,   Divisione: Basidiomycota,  Classe: Homobasidiomycetes,  Subclasse: Aphyllo-romycetydeae, Ordine: Clavariales,  Famiglia: Ramariaceae,  Genere: Ramaria,  Specie: Largentii


Etimologia

Ramaria  =  attinente a rametti vegetali o di corallo,
Largentii =  dedicata a D.L. Largent, micologo statunitense, docente  presso la Humboldt State University di Arcata (California).


Commestibilità

Commestibile ben cotta, mischiata in modica quantità ad altri funghi perché lievemente lassativa. Utilizzare soltanto la parte carnosa del carpoforo, escludendo le ramificazioni


Descrizione

E’ una clavaria frequente e comune nelle abetaie alpine di Abies alba, ma solo recentemente adeguatamente studiata e saparata dalla Ramaria aurea con la quale veniva confusa.

Lo sporoforo. ramificato a forma di corallo, raggiunge un’altezza  e una larghezza di 15 / 20 centimetri ed è costituito da un tronco basale biancastro sul quale si innestano ramificazioni giallo-dorate quando il fungo è giovane ma progressivamente rosso-arancio con l’invecchiamento. Le varie colonne si suddividono via via fino a terminare in una o due punte di colore arancio vivo.. La carne è fibrosa e permane biancastra nel tronco e più o meno aranciata nei rami. Nei carpofori giovani la ramificazioni virano al rosso cupo a contatto con il solfato di ferro. Odore più o meno pronunciato di gomma, come di copertone d’auto; sapore dolciastro.

Spore sub cilindriche, ellissoidali, 10 / 15 x 3,5 / 6 μm., guttulate e con pareti coperte da verruche disposte a spirale. Non amiloidi, ialine, gialline al microscopio ma giallo-arancio in massa.

Da luglio a ottobre, nelle abetaie montane, spesso gregaria.


Possibilità di scambio

E’ stata spesso scambiata con diverse altre Ramarie che hanno colorazioni più gialle, tutte difficilmente determinabili senza l’ausilio di un buon microscopio. Ricordiamo la R. aurea, la R. flava, la R. formosa.


Bibliografia


Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3,  foto n. 1145;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 2003, collez. 22,  scheda. 1092;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 110; Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 146 , n. 131;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 341;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 376,  foto 176;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag.  441;

Thieme R. : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 71, pag. 39 n. 3;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J.  : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  68;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  2, pag. 362, foto 469;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 586.

 

 

(Sandro Ascarelli)