Scheda n. 170         -         Settembre  2010          -         Riferimento n.  828

AMANITA FULVA (Sch. : Fr.) Fries

Amanita fulva 2.jpg
foto di G. Sperati





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Sinonimi

Amanita vagunata fulva Krombholz, Amanita  vaginata var. fulva Schaeffer., Agaricus fulvus Persoon, Amanita spadicea Persoon, Amanitopsis fulva Gillet.
Volg. : Bubbola  fulva.

Etimologia

Amanitada Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
fulva = fulvo, rossiccio (dall’ aggettivo latino fulvus, a, um)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Amanitopsis, Sezione: Amanitopsis, Specie: fulva.

Commestibilità

Velenoso crudo, commestibile buono e delicato dopo cottura o prebollitura.

Descrizione

Appartiene al sottogenere Amanitopsis che, ricordiamo, si caratterizza per l’assoluta assenza di anello e per l’orlo del cappello fortemente striato.

L’ A. fulva nasce da un ovolo piuttosto piccolo, allungato, di forma ovoidale che si apre nella sua zona apicale per consentire la fuoriuscita di un  basidioma slanciato ma di dimensioni ridotte.

Il cappello ovoide e racchiuso su sé stesso, si apre e raggiunge un diametro di 8 o 10 centimetri, recando un umbone centrale non sempre evidente. La cuticola è liscia, lucente, a volta un po’ umida, e solo occasionalmente reca  qualche lembo bianco residuo del velo generale staccabile con facilità. L’orlo del cappello è striato. Colore fulvo rossiccio, fulvo arancio o anche color castagna, di solito più scura al centro ma progressivamente sbiadente verso la periferia.

Imenoforo costituito da lamelle mediamente fitte, con qualche lamellula, libere al gambo, bianche o sfumate di rosa in maturità.

Gambo slanciato, alto, fragile e cavo all’interno, cilindrico, senza anello, liscio o con qualche riflesso rosa-fulvastro. Termina all’interno di una volva sacciforme ma abbastanza aderente al gambo, membranosa, biancastra ma presto tendente a macchiarsi di ocra-rossastro soprattutto in prossimità del margine. Il gambo è sempre privo di anello.

Carne poco consistente, scarsa e fragile, bianca, non virante al taglio, inodore e insapore. La carne del gambo trattata con fenolo al 2 – 3% vira dopo una decina di minuti al bruno scuro.

Basidiospore rotonde, con un diametro di 10 / 12 μm., non amiloidi, ialine. Sporata bianca.

Dalla fine della primavera all’inizio dell’autunno può rinvenirsi, isolata o in piccoli gruppi, sia nei boschi di latifoglie (in particolare nei castagneti o nelle faggete) sia in quelli di aghifoglie (nelle abetaie di montagna). Predilige substrati umidi, muscosi, acidi. Secondo alcuni Autori sarebbe specie occasionalmente saprotrofa quando è associata a detriti legnosi o quando nasce all’interno di cappaie in decomposizione.

Possibilità di scambio

I caratteri sopra delineati consentono il facile riconoscimento della A. fulva. La specie più prossima potrebbe essere la Amanita crocea che tuttavia ha una taglia maggiore, una colorazione aranciata sul cappello ed un gambo decorato da bande concolori che lo disegnano “a pelle di serpente”.

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(Sandro Ascarelli)