Scheda n.004 -           Settembre 2008           - Riferimenti n. 1093

 


CORTINARIUS VIOLACEUS
(L, : Fr.) S.F. Gray e C. HERCYNICUS (Pers.) M.M.Moser



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foto di Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus violaceus Linneo 1753, Agaricus araneosus violaceus Bulliard 1785, Agaricus hercynicus Persoon 1801, Inoloma violaceum Ricken 1912.

Volg. Cortinario violetto


Nomenclatura

Cortinarius = munito di una “cortina” a protezione delle lamelle,
violaceus =
di colore violetto,
hercynicus =
della Hercynia, regione montuosa e boscosa della Germania.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetidae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Genere: Cortinarius, Sottogenere: Cortinarius, Specie: violaceus, hercynicus.


Commestibilità

Commestibile ma di scarso valore.


Descrizione

Trattiamo congiuntamente di due entità tassonomiche che, secondo diversi Autori, si riferirebbero allo stesso fungo. E’ stato il Moser che recentemente ha elevato ad entità tassonomicamente autonoma il Cortinarius hercynicus che sinora era considerata una varietà o una sottospecie di Cortinarius violaceus (L.:Fr.) Fries, considerando il diverso habitat (Cortinarius hercynicus è tipico delle abetaie di montagna) e la differente misura delle spore, molto più piccole (10-13 x 8-9,5 micron) e meno affusolate di quelle di Cortinarius violaceus (13-16 x 7-8 micron). Microscopicamente, da un punto di vista morfologico, le due specie presentano caratteri identici e ciò che diremo per C. hercynicus può esattamente valere per C. violaceus, fatta eccezione per i diversi ambienti di crescita e per le apparenti dimensioni delle spore.

Fungo appariscente, di un bel colore violetto intenso, si presenta con un cappello a lungo convesso e con l’orlo involuto per appianarsi via via fino a distendersi completamente e raggiungere un diametro di circa 10 cm., conservando in alcuni casi un largo umbone centrale. Il rivestimento pileico è asciutto, opaco e rivestito da squamule concolori.

Anche le lamelle, adnate e sinuose, sono violette salvo poi sporcarsi di rosso ruggine per la sovrapposizione delle spore. Inizialmente le lamelle sono protette da un velo parziale costituito da sottili filamenti ialini che costituiscono la cortina. Appena il cappello comincia a distendersi, la cortina si distacca dall’orlo del cappello e ricade sul gambo: le spore rugginose rimangono appiccicate ai filamenti colorando la parte alta del gambo.

Il gambo, robusto, obeso e poi cilindrico è dello stesso colore del cappello, talvolta rugginoso nella sua parte alta a causa delle spore sovrapposte ai filamenti della cortina. Il gambo termina con un bulbo più o meno arrotondato.

La carne è soda all’inizio, poi di consistenza molliccia. Il colore è su tonalità viola ma meno intensa di quella della superficie esterna del carpoforo e tende a schiarire ulteriormente con l’età. O-

dore terroso misto a quello di cuoio di Russia o legno di cedro, sapore dolciastro.

Le spore sono subovoidali e rivestite da piccole spine tronco-coniche piuttosto spesse.

Mentre il, il C. violaceus sembra essere tipico dei boschi di latifoglie, C. hercynicus cresce in boschi di conifere e soprattutto di abete rosso

Benché sia dato come commestibile, l’odore e il sapore particolari non invitano al suo consumo.

 

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Monografie

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(Sandro Ascarelli)