Scheda n. 168      -      Agosto  2010      -      Riferimento n. 1097




Cortinarius orellanus Fries


Cortinarius orellanus 2 - GS.jpg
foto di G. Sperati








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Sinonimi

Cortinarius rutilans Quélet, Dermocybe orellana (Fr.) Ricken


Etimologia

Cortinarius = per la cortina che, a protezione delle lamelle, le copre con un velo che si estende dall’orlo del cappello al gambo; 
orellanus = da Bixa orellana (N.J. Jacquin), cespuglio da cui si ricava l’Annato, un liquido giallo-arancio antiossidante.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Cortinarieae, Genere: Cortinarius, Subgenere : Cortinarius, Sezione : Leprocybe , Specie: orellanus.


Commestibilità

Fungo mortale, il cui principio tossico, l’orellanina, provoca un avvelenamento che si manifesta con tropismo d’azione molto lento (la sindrome orellanica con lunghissima incubazione, da 3 fino a 14-17 giorni dal consumo); gli organi colpiti sono soprattutto i reni, ma anche il fegato, la milza e persino il midollo spinale. Sembra che l'orellanina persista nell'organismo fino a sei mesi dopo l'ingestione, per cui il trapianto di rene sembra sicuro a distanza di almeno un anno.


Descrizione

Cappello 40-85 mm di diametro, campanulato-convesso nei primi stadi di sviluppo, poi convesso e alla fine spianato con larga umbonatura ottusa al centro, il margine è involuto nel giovane, spianato nell’adulto, sovente un po’ lobato. La cuticola è asciutta ed opaca, fittamente fibrilloso-feltrata, più di rado leggermente squamulosa, ma sempre di aspetto sericeo, interamente di colore bruno-ruggine o bruno-rossastro-aranciato.

Lamelle adnato-smarginate con dentino, un po’ spaziate e ventricose, bruno-ocracee dall’inizio, poi bruno-aranciate volgenti al rossiccio, infine color ruggine per le spore mature;  filo giallastro e minutamente eroso.

Gambo 40-90x10-15 mm, cilindrico, spesso attenuato verso il basso, slanciato e flessuoso, pieno e sodo, di colore giallo, giallo-ottone, con sfumatura rosso-arancio nella parte mediana, decorato per tutta la sua lunghezza da fibrillature verticali concolori. La cortina, giallo crema o fulvastra, è raramente visibile perché fugace e poco abbondante.

La carne, presente solo al di sotto della zona discale e nel gambo, quasi assente altrove, è di colore ocraceo-rossiccio; l’odore è rafanoide al taglio, più netto allo strofinio, il sapore acidulo.

Spore 8,5-12,5x5,5-7 micron, a forma di mandorla, finemente verrucose, bruno-ruggine in massa.

Cresce dalla fine dell’estate al tardo autunno, singolo o gregario, nei boschi di latifoglia, raro sotto le conifere; dalla pianura alla bassa montagna.

Possibilità di scambio

Questa specie può essere confusa sia con specie commestibili che con specie velenose. Nel primo caso la confusione può avvenire con le specie del genere Chroogomphus.  Ma queste ultime hanno lamelle nettamente decorrenti, e sporata nerastra mentre i cortinari hanno lamelle adnate, smarginate e la sporata è ocra rugginosa. Inoltre mentre nel genere Chroogomphus la carne alla base del gambo è colorata di giallo cromo o giallo fulvo, in Cortinarius orellanus e in Cortinarius speciosissimus la carne alla base del gambo non presenta mai questi colori.

Le specie velenose con cui C. orellanus può essere confuso sono: il già citato C. rubellus (=speciosissimus) con cappello conico-umbonato, con gli stessi colori, ma ornato da bande ocra giallastre cangianti su fondo bruno ruggine e crescente sotto conifere, egualmente velenoso mortale a causa dello stesso principio tossico, l'orellanina; C. cinnabarinus rosso vermiglio, con lamelle di colore ancora più intenso, proprio delle faggete, velenoso non mortale, responsabile di sindrome gastroenterica; C. sanguineus completamente rosso sangue, che cresce sotto le conifere, con stesse caratteristiche tossicologiche del precedente; C. bolaris biancastro o ocraceo, con squame vermiglie e lamelle color cannella.


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(Gianfranco Sperati)