Scheda n. 165       -       Agosto  2010      -       Riferimento n. 1683

BOLETUS QUELETII Schulzer

Boletus Queletii 4.jpg

 




foto di S. Ascarelli

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Sinonimi

Versipellis Queletii Quèlet, Œdipus Queletii Bataille, Boletus erythropus Bataille, Boletus erythropus v. rubens Schiffner, Boletus purpureus Gillet, Boletus Bresadolae Schulzer, Boletus slavonicus Saccardo e Cuboni, Boletus clavicularis Gillet, Boletus junquilleus Quèlet, Boletus rutilus Fries sec. Pelterau, Boletus Schulzeri Quèlet.

Etimologia

Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra)
Queletii = dedicato a Lucien Quèlet, medico, micologo, primo Presidente della Società micologica di Francia (1832 – 1899).

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Luridi, Sottosezione : Luridini, Specie:Queletii.

Commestibilità

Considerato a lungo un fungo tossico, è invece consumabile ma solo previa adeguata bollitura; in questo caso il viraggio della carne si attenua ed il carpoforo, una volta cotto, ha solo una colorazione grigiastra.

Descrizione

Osservate con una buona lente d’ingrandimento la superficie imeniale di questo Boleto: i pori, piccoli, rotondi e giallastri, vi appariranno con l’orlo segnato da una linea rossa (chiamata “linea di Pelterau”) che conferisce all’insieme dei pori una colorazione rosso-arancio, più intensa in prossimità del gambo e sfumante via via verso il giallo lungo il margine.

B. Queletii è un fungo di taglia medio-gramde. Il cappello, una volta slanciato, pur conservando una forma semiemisferica, può avere un diametro di 12 / 15 cm.. In maturità, quando i lunghi tubuli debordano oltre il margine del cappello, quest’ultimo può assumere un aspetto guancialiforme. La cuticola è asciutta, vellutata o tomentosa, inizialmente granulosa poi liscia e glabra. Data l’estrema variabilità cromatica non è agevole indicare la colorazione pileica: di solito ha una tinta brunastra simile a quella del cuoio, ma può assumere anche sfumature aranciato-rugginose o giallo.bruno olivastro o anche nocciola pallido.

L’imenio è costituito da tubuli adnati, sottili, mediamente lunghi, da giallo a giallo oliva terminanti in pori minuti, irregolari, rosso-aranciati al centro e progressivamente ingiallenti verso l’orlo del cappello: al tocco si macchiano di blù.

Gambo pieno, sodo, dapprima un po’ panciuto ma in seguito più regolare e slanciato, rastremato alla base; privo di reticolo, può avere una leggera granulazione rossastra nella parte alta, è bianco giallastro nella parte mediana e termina con una vistosa “fiammatura” rosso barbabietola nella parte inferiore. Anche il gambo diviene bluastro al tocco o alla sezione.

Carne che da soda e compatta diviene molliccia, gialla nel cappello, sotto i tubuli e nella parte alta del gambo, rosso vinosa alla base del gambo. Vira al blù al taglio e reagisce all’arancio-bruno con acidi forti (acido solforico): Odore debole fungino. Sapore un po’ acidulo.

Spore liscie, fusiformi, spesso mono o pluriguttulate, misuranti 8 / 15 x  5 / 7,5 μm.. Sporata bruno oliva scuro.

Cresce isolato o gregario nei boschi di latifoglie (querce, carpini, noccioli, castagni) durante l’estate e l’inizio dell’autunno, prediligendo terreno calcareo e luoghi erbosi ma soleggiati. Abbastanza comune in areali mediterranei.

Possibilità di scambio

Facilmente riconoscibile per la colorazione amaranto (fiammatura) alla base del gambo e per i pori aranciati. Alcuni Autori ripropongono alcune varietà di questa specie: B. Queletii var. lateritius, che si caratterizza per la colorazione rosso-mattone della superficie pileica, il portamento robusto, il gambo bulboso e la crescita cespitosa,  B. Queletii var. discolor che possiede colori pileici “smorti”, giallo spento, giallo ocra sbiadito, ed una fitta punteggiatura rosso-barbabietola nella parte mediana del gambo.

Ricordiamo che B. luridus (scheda n. 68) ha un evidente reticolo rosso e poi nerastro lungo lo stipite mentre B. erythropus (scheda n. 142) ha un gambo ricoperto per buona parte da un fitto reticolo rosso; ambedue hanno un immediato e violento viraggio al blu scuro (o al nero) non appena toccati.

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(Sandro Ascarelli)