Scheda n. 163         -         Agosto  2010          -          Riferimento n. 1611

 


PAXILLUS INVOLUTUS 
(Batsch. : Fr.) Fries

 

163. Paxillus involutus 
Foto S. Ascarelli 
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Sinonimi

Agaricus involutus, Batsch, Tapinia involuta Berkeley, Ruthea involuta, Klotzsch ap. Dietrich, ,Agaricus lateralis Schaeffer, Paxillus lateralis Saccardo, Agaricus contiguous Bulliard.
Volg. Paxillo involuto.


Etimologia

Paxillus = bastoncino, paletto;
involutus  = rivoltato, ripiegato (dal latino: per l’orlo del cappello involuto).


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Homobasidiomycetes; Sottoclasse: Agaricomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Paxillaceae; Genere: Paxillus; Specie: involutus.


Commestibilità

Sicuramente velenosa da cruda, questa specie può far insorgere disturbi anche se ben cotta. La sindrome paxillica (a breve incubazione con insorgenza dei primi sintomi due o tre ore dopo l’ingestione) comporta l’assorbimento intestinale di antigeni fungini e quindi la formazione di sostanze ad azione emolitica in grado di determinare episodi di anemia.


Descrizione

Le poche specie iscritte nel genere Paxillus sono caratterizzate dai carpofori dal cappello sempre con l’orlo notevolmente involuto, dal gambo corto e affusolato nella sua estremità inferiore e dalle lamelle, staccabili a blocchetti dalla carne, decorrenti, anastomosate e alveolate.

Il più comune è il Paxillus involutus, facilmente rinvenibile dall’inizio dell’estate sia nei boschi di latifoglie che in quelli di aghifoglie. Legnicolo e di dimensioni ragguardevoli, ha un cappello che può arrivare ad avere un diametro anche superiore ai 15 cm., con l’orlo spesso, incurvato verso il basso, lobato, costolato. La superficie è secca, opaca, screpolata e feltrata a tempo secco, leggermente glutinosa col tempo umido, di colore variante dal bruno giallo-olivaceo al bruno fulvo al bruno rossastro soprattutto se compressa.

Lamelle serrate e fitte, arcuate-decorrenti lungo il gambo, ramificate e intervenate. Facili a staccarsi dalla carne del cappello hanno una colorazione bruno giallastra  o ocra con riflesso olivastro e tendono a divenire lentamente di color tabacco scuro o bruno-ruggine al tocco.

Gambo talora eccentrico, quasi cilindrico, appena un poco rastremato verso il basso, dalla consistenza soda e compatta all’inizio per divenire poi midolloso e cavernoso con l’età. I suoi colori sono simili a quello del cappello ma di solito più chiari

Carne giallo ocra ma bruno rossiccia al taglio, inizialmente compatta ma poi molliccia, cotonosa, acquosa. Odore lieve simile a quello degli Scleroderma, sapore amarognolo ed acidulo.

Spore lisce, ellissoidali, 7 / 9,5 x  4,5 / 7 micron, ocra brunastre all’osservazione microscopica, bruno rugginose in massa (sporata).

Specie terricola, precoce ed ubiquitaria, gregaria, sembra prediligere terreni acidi.


Possibilità di scambio

Del P. atrotomentosus abbiamo già ampiamente trattato nella scheda n. 41, mettendo in luce il fatto di essere specie lignicola caratterizzata da una villosità nerastra lungo il piede. Anche P. panuoides è specie lignicola e si presenta sessile, a forma di ventaglio, con la superficie pileica feltrosa. P. rubicundulus (= filamentosus), terricolo e simbionte  esclusivo dell’ ontano (Alnus), si distingue per la superficie pileica squamosa e per le spore mediamente più piccole. Recentemente individuato in Sardegna (prevalentemente associato a Eucalipto o al Cisto) è il P. ammoniavirescens, dalla carne giallo cromo e dalla cuticola del cappello che reagisce all’ammoniaca con un intenso viraggio verde smeraldo.

Sembra sussistere qualche remota possibilità di scambio con Lactarius necator per la rassomiglianza cromatica del cappello, ma quest’ultima specie non ha lamelle alveolate all’inserzione col gambo e soprattutto secerne un latice abbondante.


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(Sandro Ascarelli)