Piano dell'opera

 

PIANO DELL’OPERA

I curatori di questa rubrica hanno l’intendimento (o forse è meglio dire la presunzione) di offrire a un pubblico quanto mai vasto i risultati ottenuti da anni di attività e di ricerca nel campo della Micologia. L’opera quindi si rivolge ad una cerchia vasta ed eterogenea di persone e cercherà di appagare l’esigenza di quanti intendono introdursi e curiosare in questo straordinario Regno dei funghi, di coloro che, abituali cercatori di buone prede da consumare, già hanno appreso i rudimenti della Micologia, ed infine di quei micologi che posseggono nozioni approfondite della materia e magari ne hanno fatto lo scopo del loro lavoro.

Il progetto è ambizioso. Sarà nostra cura da un lato usare un linguaggio semplice e intelligibile (non lasciatevi intimidire dalla nomenclatura latina, utilissima del resto perché uniformemente adottata in tutto il mondo), dall’altro proporre schede ed immagini che permettano di ampliare le proprie conoscenze, e infine offrire anche ai più esperti la rappresentazione di funghi rari o nuovi o ancora spunti per considerazioni e riflessioni su questa materia.

Ci proponiamo quindi di procedere con una cadenza mensile. Ogni mese infatti pubblicheremo 7 schede. Ciascuna scheda è destinata ad accompagnare una o più immagini di sette funghi, più o meno noti, e recherà in alto a sinistra, il mese della sua pubblicazione, un numero progressivo e l’indicazione di un numero di riferimento che è quello tratto da Guide des champignons de France et d’Europe di Regis Courtecuisse e Bernard Duhem, considerato oggi dai micologi europei il testo più esauriente e completo della flora micologica.

Il nome scientifico del fungo al quale la scheda si riferisce è accompagnato dal nome abbreviato degli Autori che hanno provveduto a depositare la prima, originale descrizione del fungo secondo le indicazioni del Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN). Il nome di tali Autori è convenzionalmente abbreviato. E’ bene ricordare che i funghi si identificano secondo una denominazione binomia: il primo nome si riferisce al Genere, il secondo alla specie (è un po’ come il cognome e il nome di una persona).

Troviamo quindi brevi note sul significato etimologico del nome del fungo trattato. Riteniamo questi appunti particolarmente utili perché dando la traduzione della denominazione del fungo trattato, sia dal latino che dal greco, si riescono ad evidenziare di primo acchitto alcune caratteristiche tipiche del carpoforo oggetto delle nostre osservazioni.

Segue una parte relativa alla Sistematica; è un po’ l’ “albero genealogico” che permette, con l’ausilio di un buon testo, di definire con buona approssimazione l’identità del fungo reperito.

I Sinonimi vengono indicati per consentire di individuare i funghi anche sui testi e nei trattati più antichi, tenendo presente che la “tassonomia” (scienza che studia la nomenclatura dei funghi) è in continuo divenire e che, a seconda delle ricerche più avanzate, un fungo può passare da un genere all’altro o adottare una denominazione più consona ed attuale.

Una breve nota sulla commestibilità offre al lettore la possibilità di non incorrere in spiacevoli inconvenienti. Quando necessario l’indicazione della commestibilità viene fornita in modo più esauriente nel testo della scheda e, per i funghi velenosi, vengono indicati la sintomatologia, il tempo di incubazione e la prognosi.

La parte centrale della scheda riguarda la descrizione macroscopica e microscopica (quest’ultima limitata alla forma e alle dimensioni della spora) del fungo, il suo habitat, il periodo di crescita.

La scheda si chiude infine con l’elencazione quanto più possibile esauriente ed attuale dei testi che hanno trattato la specie fungina esaminata, con il riferimento alla pagina e all’ eventuale illustrazione, sia che si tratti di un disegno, di una tavola a colori o di un’immagine fotografica.

Ogni 70 schede verrà fornito un indice, per genere e per specie, dei funghi trattati; tale indice verrà poi via via aggiornato.

La pubblicazione periodica, sul sito, delle schede, sarà accompagnata da un articolo che potrò riguardare elementi di biologia, di morfologia di ecologia, di legislazione o argomenti inerenti i singoli generi o cenni di carattere medico intesi ad evitare avvelenamenti, o infine particolari ricette per l’uso gastronomico dei prodotti del bosco.

E poiché la collaborazione è sin da ora aperta a tutti, sarà possibile proporre nuovi temi, avanzare domande in merito alle raccolte effettuate o inviare immagini dei ritrovamenti più interessanti.

 

(Sandro Ascarelli)