Scheda n. 160          -        Luglio 2010        -         Riferimento n. 774





COPRINUS ATRAMENTARIUS (Bull. : Fr.) Fries

 

Coprinus atramentarius 2.jpg
Foto G. Sperati








clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Agaricus atramentarius Bulliard, Pselliophora atramentaria Karsten,
Volg: Fungo dell’inchiostro, Coprino atramentario.


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Coprinus, Sezione: Atramentarii, specie : atramentarius.


Etimologia

Còprinus = attinente lo sterco (dal greco kòpros = sterco),
atramentarius = attinente l’inchiostro (dal latino atramentus = inchiostro) per le lamelle che si liquefano in gocciole nere.


Commestibilità

Commestibile ma a condizione di non consumare alcolici almeno per i tre giorni successivi. L’interazione delle sostanze contenute nel C. atramentarius con bevande alcoliche può provocare l’ effetto Antabuse, cioè una sindrome dismetabolica che comporta dilatazione dei vasi sanguigni del viso e del cuoio capelluto, con arrossamento e prurito, tachicardia, ipotensione, vertigini, nausea, vomito.


Descrizione

Alla luce di quanto esposto a proposito della commestibilità di questo fungo, di fronte all’alternativa tra un piatto di C. atramentarius ed un buon bicchiere di vino, non potrei far altro che consigliare la seconda soluzione, tanto più che i carpofori di C. atramentarius non hanno certamente un aspetto invitante anche perché le lamelle tendono presto ad andare in deliquescenza trasformandosi in una sorta di inchiostro nerastro che, nel corso del Medio Evo, veniva usato per scrivere sulle pergamene.

Il cappello, inizialmente ovale, diviene poi conico-convesso, quasi mai disteso e piano, con un diametro variabile tra i quattro e gli otto centimetri. Il margine rimane revoluto, lobato corrugato e striato. La superficie pileica ha una colorazione di fondo grigiastra, più o meno scura ed è ricoperta da squamette appressate, più fitte al centro, ocra rossastre.

L’imenio è  costituito da lamelle libere, ventricose, fitte, disposte verticalmente e quindi parallelamente al gambo, da prima biancastre, poi grigio cenere e infine nerastre soggette a deliquescenza e cioè destinate a dissolversi in un liquame scuro simile all’inchiostro.

Il gambo può raggiungere i 15 cm. di altezza, cilindrico, a volte appena ingrossato alla base, ben presto cavo, bianco e liscio nell’esemplare giovane, poi ricoperto di fibrille colorate nel punto di intersezione del gambi col cappello. Tracce poco evidenti di un velo parziale possono rinvenirsi nella parte inferiore dello stipite, residuo di un anello molto labile e caduco.

Carne sottile, fragile, bianca poi viola-nerastra. Odore tenue e gradevole, sapore dociastro.

Spore amagdaliformi o ellittiche, lisce, di dimensioni 8 / 11 x 5 / 6,5 micron, con poro germinativo centrale, grigio brunastre all’osservazione microscopica, nere in massa.

Comune nei prati, nei parchi, nei giardini o nelle radure aperte dei boschi dove cresce, cespitoso, su residui interrati di legno, sovente ai piedi del tronco. E’ facile reperirlo dopo piogge abbondanti, dalla primavera al tardo autunno.


Possibilità di scambio.

Alla medesima sezione degli Atramentarii appartengono il C. alopecia, molto simile al C. atramentarius ma che cresce prevalentemente sotto quercie ed ha spore molto più piccole, il C. acuminatus il cui carpoforo di dimensioni mediamente ridotte possiede un cappello acuminato le cui striature si estendono fin quasi al centro del cappello, il C. erythrocephalus i cui colori pileici tendono al rosso corallo.


Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 181, tav. 80/3;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 308;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 1081;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 2,  tav.  877;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 56 n. 202, tav. 22/1;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 501;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 2, n. 194 ;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1910;

Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 158;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 196,  ill. a pag. 195;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 29;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag.635;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag.128, tav. 39, n. 407;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 611, tav. 41, fig. 37;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag.134 n. 314;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 49;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n.38;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 49 n. 173;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 31;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 276;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 89;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 427;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, pag. 78;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag.390, fig. 556;

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag.196, tav. 31;

Mayr C. : Funghi dei boschi alpini, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1975, pag. 30;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 223;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 257;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 232;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 271;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag.  596,  foto 19;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 182;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol.  2, tav. 304;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 139;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 112;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 56, foto  41;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1983, collez. 2, tav. 63;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag.  106;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 192

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 178;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, pag.  66;

Reid D. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 66;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 157;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 1, pag. 154, fig. a pag. 221;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 270;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 267;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 96;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 127;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 152;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 261, tav. 64;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol.2, pag, 540, foto  777;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 206 , foto  284;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag.592, foto 458;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 262, n. 774;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag.  506, tav.  157H;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 143;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 228;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, foto 23;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 229

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag.191, Iconografia n. 296;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 182;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 134,  tav.  5/10;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 312;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 223;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 175;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 569;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 262 n. 774;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol.  1, pag.  283;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 254;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  4,  pag. 226, foto  265;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 195;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. ;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 77;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 206;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag.124 n. 68;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 350;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 512;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag.187;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 332;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 144;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 201;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 388;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 192;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 204;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 5 , pag. 21.

 

(Sandro Ascarelli)