Scheda n. 158      -      Luglio  2010      -      Riferimento n. 854

AMANITA VERNA (Bull. : Fr.) Lamarck


Amanita verna.jpg
Foto S. Ascarelli





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Sinonimi

Agaricus bulbosus vernus Bulliard, Amanita bulbosa alba Persoon, Amanita phalloides subs, verna Gilbert,
Volg. : Tignosa di primavera

Etimologia

Amanita = da Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
verna =  primaverile (dal latino)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sezione: Phalloideae, Specie: verna.

Commestibilità

È specie velenosa mortale. Provoca la sindrome falloidea a lunga incubazione, pressoché identica a quella provocata da Amanita phalloides.

Descrizione

Nello stato embrionale si presenta sotto forma di “ovolo” bianco dal quale, per deiescenza apicale, fuoriesce il carpoforo mentre il velo generale va a costituire una volva membranacea persistente di tipo sacciforme.

Il cappello, all’inizio emisferico, diviene convesso ed alla fine spianato, liscio e con il margine senza striature; la cuticola, facilmente separabile é appena viscida a tempo umido e sericea con il secco. Nell’esemplare ben maturo il cappello da bianco tende a colorarsi di ocra-beige.

La superficie imeniale è formata da lamelle fitte e bianche, intervallate da lamellule tronche, larghe e libere al gambo.

Il gambo, di aspetto slanciato, cilindrico ed ingrossato a bulbo verso la base, misura 50-100x7-16 mm ed é bianco; midolloso, poi cavo, un po’ fibrilloso; anche l’anello è bianco, posizionato quasi all’apice, molto delicato e sottile, spesso aderente al gambo. La volva è bianca, membranacea, ben inguainante, a forma di sacco, persistente, sempre ben infissa nel substrato, tanto che se non si fa attenzione ad estirparla, rimane nel terreno e passa inosservata ed il carpoforo può essere confuso, come è già purtroppo successo, con altri commestibili.

La carne é bianca, morbida, immutabile. Il sapore è appena dolciastro, l’odore è assente nei giovani esemplari, abbastanza nauseante in quelli vecchi.

Spore 8-10x7-9 micron, largamente ellissoidali, sporata bianca in massa.

È specie simbionte e termofila. I carpofori crescono dalla primavera all’inizio dell’estate, solitari o a gruppi di pochi esemplari, nei boschi di latifoglie, con predilezione per quelli di querce, in terreno calcareo e nei boschi di pini di pianura.


Possibilità di scambio

A. verna non deve essere mai confusa con alcuni prataioli bianchi, in quanto questa specie possiede  una volva evidente; i prataioli  hanno lamelle prima chiare, poi rosa, infine bruno-nerastre. Differisce da A. citrina var. alba, che ha la volva circoncisa. Può confondersi con l’autunnale A. phalloides var. alba e con A. virosa che è specie alpina. Può essere scambiata per A. ovoidea, ma quest’ultima oltre ad essere maggiore di taglia, possiede un anello che si dissocia in fioccosità burrose. Infine può essere raccolta, scambiandola con Leucoagaricus leucothites, la “bubbola buona”, ottimo fungo commestibile, molto ricercato, tutto bianco ma con lamelle che, a maturità, diventano rosa, privo di volva, saprofita, che cresce in prati arborati, insiema ad A. verna, soprattutto nel mese di aprile. Bisogna anche fare attenzione al fatto che i funghi non sempre si presentano così come sono raffigurati nelle illustrazioni dei manuali, ma assumono delle forme strane ed a volte sono irriconoscibili. Una volta un raccoglitore, poco esperto, mi presentò una specie di patatone ipotizzandolo come tartufo bianco ed era tentato di … mangiarlo. Gli feci notare che un  esemplare di tartufo bianco sarebbe stato di un colore chiaro ma non del colore del latte e che avrebbe emesso un forte odore di gas; infine sezionai uno dei cinque bozzi di quel fungo e gli feci notare la silouette appena accennata di una amanita bianca: era un ammasso di cinque esemplari di Amanita verna (vedi immagine n. 8).

Bibliografia

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Monografie

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(Gianfranco Sperati)