Scheda n. 154        -        Giugno 2010       -      Riferimento n.  838

AMANITA GEMMATA (Paulet)  Bertillon

Amanita gemmata-4_001.jpg






clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Amanita  junquillea Quèlet, Amanita adnata Saunders & Smith, Agaricus gemmatus Fries;
Volg. : Tignosa gemmata.

Etimologia

Amanitada Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
gemmata = adorna di gemme.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Amanitaria o Amanitina, Sezione: Amanita,. Specie: gemmata.


Commestibilità

Da sconsigliare. Fortemente sospetto, potrebbe essere causa di sindrome panterinica.


Descrizione

Come molte altre Amanite, anche A. gemmata presenta una notevole variabilità di forma e di colore. Perfino la denominazione di specie è stata ed è tuttora contestata ed alcuni Autori che, seguendo il Quèlet, preferiscono chiamarla Amanita junquillea per meglio evidenziare la tonalità cromatica del cappello: dal giallo crema al giallo aranciato, simile a quella del fiore della giunchiglia.

Nello stato embrionale si presenta come un ovolo allungato con un lieve incavo nella fascia mediana, e la deiezione di tipo equatoriale produce nell’estremità inferiore una volva nettamente circoncisa e talvolta circellonata e sulla superficie del cappello la frammentazione di parte del velo generale sotto forma di placche appiattite e detersili.

Il cappello da globoso diviene piano-convesso o lievemente depresso ma senza umbone, con un diametro da 5 a 10 centimetri. La cuticola, facilmente asportabile,  è umida, vischiosetta col tempo umido, brillante e di aspetto ceroso, di colore giallo oro con lievi tonalità aranciate, ornata da placche biancastre o grigiastre, caduche per effetto della pioggia. Margine regolare, ottuso, striato.

Le lamelle sono mediamente fitte, intercalate da lamellule tronche, libere al gambo, bianche, talora con il tagliente fiocconoso.

Lo stipite è bianco, liscio, cilindrico, in seguito internamente cavo, di dimensioni variabili, terminante con una base bulbosa, avvolta da una volva biancastra, smarginata e talvolta dissociata in piccoli braccialetti (cercini). Nella parte superiore del gambo è quasi sempre presente un anello concolore, fragile e fugace; talvolta può esserne privo.

La carne è sottile e tenera, bianca ma appena giallina sotto la cuticola del cappello, grigiastra verso la base dello stipite. Odore e sapore insignificanti.

Reazioni macrochimiche: negli esemplari giovani la carne, a contatto con idrato di potassio (KOH), assume una colorazione aranciata, le lamelle si tingono di lilla con acido solforico(H2SO4) e, lentamente, di rosa grigiastro con formolo.

Basidiospore non amiloidi, lisce, ialine, a volte guttulate, più o meno ovoidali, misuranti 10 / 12 x 6,5 / 8,5 micron. Sporata bianca.

Specie terricola, eterogenea, cosmopolita, cresce sia sotto latifoglie, sia sotto aghifoglie prediligendo substrati acidi. Si produce in primavera ma non è raro trovarla anche in autunno o in inverno. Normalmente gregaria, in colonie numerose.


Possibilità di scambio

La variabilità dei caratteri morfologici e cromatici ha indotto molti Autori a creare numerose forme e varietà non sempre giustificabili. Tra le forme più significative ricordiamo la A. gemmata forma gracilis, notevolmente più piccola della specie-tipo, con velo generale membranoso e poco dissociato tanto che sulla superficie del cappello si rintracciano soltanto alcuni lembi del velo, la A. gemmata forma amici che si distingue per il carattere massiccio del carpoforo e per il colore giallo grigiastro del cappello (simile al colore del burro) e per la sua crescita esclusivamente autunnale, la A. gemmata var. exannulata, quasi sempre priva di anello e fornita di colori pallidi, che cresce in colonie numerose, nelle pinete di costa.

Ricordiamo che a differenza della Amanita citrina che ha un “freddo” colore giallo limone, la A. gemmata ha un colore più “caldo” con una lieve tonalità aranciata. La A. pantherina non ha mai colorazioni giallastre ma varianti dal nocciola al marrone più o meno intenso.


Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 11;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 305;

Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1888, ristampa ed. M. Candusso, Alassio, 1996, pag. 13, tav. 7;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  1, pag. 14, tav.  14;

Bernardin Ch. : Soixante Champignons Comestibles, Weick, Saint-Diè. 1903, pag. 69;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 278 n. 923, tav. 76/2;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.93 n. 213;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 1, n.  6;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 8;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 642;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 5 , n. 8;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.575, fig.  n. 295;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 27;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 13;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav.  8/1;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 79;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 1, pag. 3;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav.51A;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 400;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 433;

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pagg.51 e 183;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1 pag. 58, tav. 1;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 227;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 218;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 238;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag.  537,  foto 128 e 129;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 164;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 8;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 100;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 76 n. 20;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag. 96;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 119;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 153;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 23;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, pag.  34, tav. 6;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 2, pag. 144;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 296;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 237;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag.  81

Bauer C.A. : I miei funghi, Luigi Reverdito Ed., Gardolo di Trento, 1989, pag. 20;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 78;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 55;

Brancato G. : Conoscere I funghi, G. Brancato Ed., Catania, 1991, pag. 21;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 1076, foto 1480;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 459, foto 325;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 276 , n. 838;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, pag. 9, tav.  2;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 13;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 197;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 207;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 235, Iconografia n. 384;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 167;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 130,  tav.  3, ill. pag. 199;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 274;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 6;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  149;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 603 in nota;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 406;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag.  124;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 224;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 150, foto  151;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 189;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 5;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 82;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 165 n. 108;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 24;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 129;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 219;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 354 ;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 35;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 24;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 48;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 135;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 1, pag. 51 n. 20.


Monografie:

Gilbert E.J. : Iconographia Mycologica – Amanitaceae, Comitato Onoranze Bresadoliane, Milano 1940, vol. XXVII, suppl. I, pag. 258;

Merlo E.G. – Traverso M. : I nostri funghi: Le Amanite, SAGEP Ed., Genova, 1983, pag. 92;

Foiera F., Lazzaroni E., Snabl M. & Tani O. : Funghi A manite, Ed agricole, Bologna, 1993, pag 112;

Galli R. Le Amanite, Edinatura, Milano, 2001, pag. 122;

Neville P. – Poumarat S. : Amaniteae, Funghi Europei, vol.  9, Ed. Candusso, Alassio, 2004, pag. 378, fig. 63, foto 32 A e B, tav. 28.

(Sandro Ascarelli)