Scheda n. 147         -        Maggio 2010        -        Riferimento n. 674




LEPIOTA CRISTATA
  (Bolt. : Fr.) Kummer

 

147. Lepiota cristata 
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Sinonimi

Agaricus cristatus Albertini & Schweinitz , Lepiota angustana Britzelmayr, Lepiota Barlae Patouillard.
Volg. Lepiota crestata.


Etimologia

Lepiota  =  orecchio squamoso (dal greco makròs = grande, lepis = squama e ous, otòs = orecchio), 
cristata = crestata, con la cresta.


Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Basidiomycota,  Classe: Homobasidiomycetes,  Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales,  Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota, Sottogenere: Lepiotula, Sezione Cristatae, Specie: cristata.


Commestibilità

Tutte le Lepiote di piccola taglia (con cappello di regola non superiore agli 8 / 10 cm. e più o meno squamuloso) sono considerate altamente velenose e vanno quindi escluse da qualsiasi utilizzazione alimentare. La Lepiota cristata farebbe parte di queste Lepiote tossiche e responsabili, secondo alcuni tossicologi, di una sindrome denominata parafalloidea, simile a quella provocata da Amanita phalloides e al pari di questa a lunga incubazione con effetti che possono rivelarsi mortali.


Descrizione

Le piccole Lepiote appartenenti al sottogenere Lepiotule si caratterizzano per la singolare forma delle spore conico subfusiformi a base più o meno tronca e quindi angolate e tali da ricordare vagamente la forma di uno sperone.

La L. cristata, come le altre Lepiote della stessa sezione, ha un cappello le cui dimensioni non supera mai i 5 centimetri di diametro. La sua forma è inizialmente conico-campanulata ma successivamente il cappello si distende appianandosi ma conservando comunque un umbone centrale arrotondato, con una calotta discale uniformemente colorata di bruno o di ocra rossastro e dal quale si distaccano delle piccole squame concolori, irregolarmente concentriche e dalle cui intersezioni si intravede la carne del carpoforo completamente bianca. Il margine è fragile, talora fessurato, debordante e sfrangiato per la presenza di residui del velo generale.

Le lamelle, discretamente fitte e serrate, intervallate da lamellule, sono bianche ma con toni giallastri quando il fungo è maturo.

Il gambo, centrale, è quasi sempre cilindrico con base bulbosa ricoperta da residui miceliari cotonosi e biancastri. Fibrilloso e sericeo, presto cavo, ha una colorazione di fondo bianco sporco con toni rosati nella parte inferiore. E’ presente un anello membranaceo, fragile, liscio e biancastro all’interno, talora all’esterno scisso in squamette  dello stesso colore della cuticola .

Carne biancastra, esigua e morbida nel cappello, fibrosa e stopposa nel gambo. Odore particolare, penetrante, che ricorda quello di alcuni Scleroderma;  sapore acidulo.

Basidiospore triangolari, tronche, a forma di sperone, pluriguttulate, lisce, con poro germinativo laterale, 6 / 7,5 x 4 / 3,5 micron. Sporata bianca..

Ubiquitario e comune, cresce in gruppi numerosi dall’estate all’inizio dell’inverno, in luoghi aperti ma poco  soleggiati, al limite dei boschi ma anche nei prati dei parchi e nei giardini.


Possibilità di scambio.

Si citano diverse varietà come la L. cristata var. felinoides, con squamette più scure, la var. exannulata, caratterizzata da un anello molto effimero e talora assente, la var. pallidior dai colori molto tenui, quasi biancastri.. Tra le Lepiote di piccole dimensioni e con il cappello ornato da squamette concentriche, tutte tossiche, la distinzione non è sempre agevole.
Lo scambio con Marasmius oreades (Gambesecche), anch’esso prativo, ha prodotto qualche forma di intossicazione all’incauto raccoglitore; la possibilità di confondere L. cristata con Marasmius oreades, deve considerarsi eccezionale: infatti M. oreades è privo di anello, ha la cuticola del cappello liscia e priva di ornamentazioni, ha il gambo duro e consistente come il picciolo di una ciliegia, ed ha un gradevole profumo fungino.


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(Sandro Ascarelli)