Scheda n. 142          -        Maggio 2010         -        Riferimento n. 1681

BOLETUS ERYTHROPUS (Fr. : Fr.) Persoon


Boletus erythropus.jpg







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Sinonimi

Dictyoporus erythropus Quèlet, Tubiporus erythropus Ricken, Boletus miniatoporus Secretan, Boletus luridus var. erythropus Fries, Boletus luridiformis Rost kovius, Boletus praestigiator Schulz.

Etimologia

Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra),
erythropus  = dal piede rosso (dal greco eruthròs = rosso e poùs, podòs = piede, gambo).

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Luridi, Sottosezione : Luridini, Specie: erythropus.

Commestibilità

Considerato a lungo un fungo velenoso, è invece consumabile ma solo previa adeguata bollitura; in questo caso il violento viraggio della carne si attenua ed il carpoforo, una volta cotto, ha solo una colorazione grigiastra. Da crudo è tossico.

Descrizione

E’ una specie assai vicina a Boletus luridus (scheda n. 68) del quale condivide le seguenti caratteristiche: taglia di grande o media dimensione, pori tendenzialmente rossastri, carne rapidamente virante al blù scuro o al nero alla manipolazione o alla sezione. Distinguere il B. erythropus dal B. luridus diviene tuttavia agevole ove si presti attenzione alla diversa loro ornamentazione dello stipite. Il  B. luridus ha il gambo ricoperto da un reticolo dalle maglie color rosso cupo o bruno soprattutto nella parte alta, Boletus erythropus ha invece il gambo rivestito ma una punteggiatura di minuscoli granuli rossi.

Il cappello, da emisferico si distende ma raramente diviene completamente spianato. Carnoso e sodo può giungere ad avere un diametro anche superiore ai 20 centimetri. La superficie, tomentosa e vellutata, leggermente vischiosa a tempo umido, ha colorazioni uniformi e costanti bruno scuro, talora marrone-rossastre con qualche sfumatura ocracea o olivastra. Margine piegato all’ingiù nell’esemplare giovane ma poi disteso.

L’imenio è costituito da tubuli che tendono ad allungarsi oltre la linea marginale del cappello conferendo a quest’ultimo un aspetto guancialiforme. Fini, sottili, quasi liberi al gambo, giallini all’inizio, poi olivastri, terminano con uno strato compatto di pori piccoli e rotondi cha dal giallo arancio divengono via via rossastri e virano rapidamente al blù scuro alla pressione.

Il gambo è robusto, tozzo, sodo, all’inizio irregolarmente panciuto ma tendente ad assottigliarsi e a divenire più o meno cilindrico man mano che si allunga, pur rimanendo ingrossato alla base. Il colore di fondo è giallo o giallo-arancio sul quale si sovrappongono delle finissime granulazioni intensamente rosse, ancora più scure alla base. Anche sul gambo, alla manipolazione, compaiono macchie verde-turchine intense che successivamente si stabilizzano al bruno scuro.

La carne è generalmente compatta e soda, difficilmente attaccabile dalle larve o da altri parassiti. Alla sezione vira violentemente al blù che col passar del tempo sbiadisce assumendo una colorazione grigio verdastra. Alla base del gambo risulta evidente una fiammatura  color barbabietola. Odore debole, dolce e fruttato. Sapore dolce, acidulato con retrogusto amarognolo. Reazioni chimiche: con acido solforico (AF) rosso bruno sulla cuticola del cappello, arancio nella carne; con la potassa nero sul cappello, rosso bruno nella carne; con tintura di guaiaco la carne diventa verde scura o blu verde. Amiloidia negativa.

Spore bruno olivastre, lisce, ellittiche fusiformi, 10,5 / 19 x 5 / 7 micron. Sporata bruno olivastra.

Specie ubiquitaria, può rinvenirsi sia in montagna sia in collina, isolato o in piccoli gruppi, su terreno prevalentemente siliceo dalla primavera alla fine dell’autunno.

Possibilità di scambio

Delle differenze peculiari del B. erythropus rispetto al B. luridus, evidenti soprattutto per le diverse ornamentazioni del gambo, abbiamo già detto sopra. Altra specie prossima è da considerarsi il B. Quèletii che è possibile distinguere per i colori pileici di solito più chiari, per il gambo più giallo e privo di punteggiature rosse soprattutto nella parte alta e per la differente reazione al reattivo di Melzer (cloralio iodato): reazione amiloide positiva in B. Quèletii, negativa in B. erythropus.

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(Sandro Ascarelli)