Scheda n. 140 - Aprile 2010 - Riferimento n. 1028






INOCYBE PYRIODORA
(Pers. : Fr.) Kummer

 

Inocybe piriodora
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Sinonimi


Agaricus piriodorus Persoon, Inocybe fraudans Saccardo, Inocybe piriodora.Quèlet
Volg. : Inocibe dall’odore di pera.



Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa),
pyriodora = con odore di bruciato (dal greco pur, puròs = fuoco e dal latino odorus = odoroso),
piriodora = con odore di pera (dal latino pirus = pera).


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Inocybe, Sezione: Lactiferae, Sottosezione: Piriodorinae, Specie: piriodora.


Commestibilità

Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con abbondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache. I. pyriodora è data come sospetta.


Descrizione

Permangono ancora delle perplessità tra gli Autori sulla esatta denominazione di specie di questa Inocybe. Secondo alcuni, il giusto termine sarebbe “pyriodora” con la “Y, secondo altri si dovrebbe invece usare l’espressione “piriodora” con la normale “i”. La distinzione non è priva di importanza perché dal punto di vista etimologico l’aggettivo pyriodora evidenzierebbe un odore proveniente dal fungo molto simile a quello della legna bruciata, dal greco pur, puròs = pira, fuoco di legna, mentre il termine piriodora metterebbe piuttosto in luce un profumo simile a quello di una pera. Questa premessa è importante ove si consideri che le oltre 350 tipi di Inocybi rinvenibili in Europa sono difficilmente determinabili senza l’ausilio di un approfondito esame microscopico. In alcuni casi tuttavia, come nella presente situazione, soccorrono odori particolari, aromatici, spesso fruttati.

I. pyriodora possiede un cappello di medie dimensioni (diametro massimo 8 / 10 cm.), conico-campanulato all’ inizio ma poi piano-convesso, con un umbone centrale più o meno pronunciato. Il margine è involuto e appendicolato per la presenza di fioccosità biancastre. La superficie pileica, ocra, bruno-nocciola, fulvo camoscio, talora con sfumature rossicce, è asciutta, feltrata o fibrosa, fibrillosa. Come moltissime altre Inocybi, anche la pyriodora ha un cappello che tende a fessurarsi radialmente.

Le lamelle sono sinuate-smarginate, larghe, mediamente fitte e intervallate da lamellule, inizialmente pallide poi brunastre o color cannella, con il tagliente che rimane biancastro e che può recare qualche fioccosità.

Il gambo può elevarsi fino a circa 8 centimetri, ed è sodo e compatto, fibroso, diritto o qualche volta incurvato, cilindrico o lievemente ispessito alla base, pruinoso-biancastro alla sommità, più in basso concolore al cappello oppure bruno rossastro.

Carne fibrosa, soda, biancastra, tendente ad assumere alla sezione tonalità rosate che si accentuano verso la base del gambo. Odore tipico, fruttato, come di pera cotta (talvolta odore lieve di geranio), sapore mite.

Le spore, brune, sono oblunghe, reniformi, lisce, 9 / 11 x 5 / 7,5 micron. Sporata fulvo-brunastra.

Specie abbastanza frequente, dalla metà di luglio a ottobre inoltrato, nei boschi di latifoglie o nelle pinete di pianura, spesso ai margini dei sentieri.


Possibilità di scambio

Altre Inocybi con odore aromatico sono I. corydalina, I, erinaceomorpha e I. incarnata. Quest’ultima, come anche la I. Patouillardi, è più robusta e possiede colorazioni che vanno dal rosa carico al rosso laterizio. Sono tutte specie tossiche.


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(Sandro Ascarelli)