Scheda n. 137         -         Aprile 2010          -         Riferimento n.  834

AMANITA UMBRINOLUTEA (Secr. : Gillet) Battaille

Amanita umbrinolutea-1.jpg







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Sinonimi

Amanita  vaginata var. umbrinolutea Gilbert, Amanitopsis umbrinolutea Gilbert, Amanita fuscoolivacea (?)
Volg. : Bubbola minore.

Etimologia

Amanitada Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
umbrinolutea = giallo scuro (dal latino umbrinus = ombroso, ombreggiato, scuro e luteus = giallo).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Amanitopsis, Sezione: Amanitopsis, Specie:  umbrinolutea.


Commestibilità

Velenoso crudo, commestibile buono e delicato dopo prolungata cottura o prebollitura.


Descrizione

Tra le Amanite ascritte al sottogenere Amanitopsis, di cui abbiamo già diffusamente parlato (v. scheda n. 40), troviamo la Amanita umbrinolutea che qualche Autore ritiene dover essere sinonimizzata con la Amanita fuscoolivacea.

Trattasi di un bel fungo, frequente in montagna, elegante, slanciato e riconoscibile per le sue caratteristiche cromatiche e spesso per i grossi lembi di velo generale depositati sulla superficie pileica.

Come le altre Amanitopsis, anche la A. umbrinolutea erompe da un ovolo oblungo che rimane poi alla base del gambo sotto forma di volva. Il cappello conico-campanulato diviene presto appianato pur conservando, al centro, un leggero umbone e può arrivare un diametro anche superiore ai 10 centimetri. La cuticola è normalmente nuda ma a volte possono rimanervi frammenti o lembi asportabili del velo generale. L’orlo del cappello è fortemente striato. Caratteristica di questa specie è la variabilità cromatica: il centro (o disco) è bruno ocra o bruno grigiastro più o meno scuro che tuttavia diviene via via più pallido procedendo verso l’orlo del cappello; Ma poco prima delle striature risulta evidente una zona concentrica color seppia che forma come un anello di colore prima che la colorazione grigio brunastra torni ad affievolirsi. Le differenze cromatiche alle quali abbiamo accennato sono rilevate anche nella denominazione della specie.

Le lamelle sono poco fitte, intercalate da lamellule, attenuate in prossimità del gambo e ad esso liberamente annesse. Sono bianche, a volte con qualche fioccosità sul tagliente.

Il gambo, alto fino a 15/18 centimetri, è liscio   fin dai primordi assolutamente privo di anello. Slanciato, cilindrico, fragile, presto midolloso e poi cavo, è biancastro ma decorato da bande concolori al cappello che tendono a disegnarlo a “pelle di serpente”. Alla base del piede si trova una volva alta e inguainante, bianca o soffusa di rosa o di crema.

Carne tenera, bianca, priva di odore o di sapore particolari.

Spore rotonde con evidente poro germinativo, 11 x 14 micron, bianche sia al microscopio che in massa.

E’ un fungo terricolo che cresce nella tarda estate o in autunno, isolato o in colonie, nei luoghi soleggiati ma in prossimità di latifoglie o di aghifoglie, nelle zone alpine o prealpine, sopra gli 800 metri.


Possibilità di scambio.

Secondo alcuni Autori, la A. umbrinolutea, frequente sotto aghifoglie in regioni alpine e al di sopra dei 1000 metri, sarebbe in realtà la Amanita sub membranacea che, tra l’altro avrebbe una volva grigiastra. Simile alla A. umbrinolutea è A. battarrae che si distingue per crescere quasi esclusivamente sotto latifoglie e per avere le colorazioni alternate pileiche varianti dal bruno carico all’ ocra fulvo sbiadito.


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(Sandro Ascarelli)