Scheda n.001          - Settembre 2008 -           Riferimenti n. 1717

 

 

ASTRAEUS HYGROMETRICUS(Pers. : Pers.) Morgan 1889



Foto di Sandro Ascarelli
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere

Sinonimi

Lycoperdon stellatus Scopoli 1772, Geastrum hygrometricum Persoon 1801, Geatrum fimbriatum Schweinitz 1822, Geastrum stellatum Wettstein 1895, Astraeus stellatus E. Fischer 1900.

 

Etimologia

Astraeus = stellato (dal greco “Astreios”),
hygrometricus =
che misura il grado di umidità.

 

Sistematica

Regno : Fungi,Divisione: Basidiomycota,Classe: Basidiomycetes,Ordine: Sclerodermatales,Famiglia: Astraeaceae,Genere: Astraeus,Specie: hygrometricus.

 

Commestibilità

Non commestibile


Descrizione

La denominazione di Astraeus hygrometricus già mette in evidenza alcune caratteristiche di questo singolare basidiomicete: astraeus significa infatti che, a maturità, il fungo assume la forme di un astro, di una stella, hygrometricus indica invece la sua capacità di misurare il grado di umidità dell’aria. Appartiene alla famiglia delle Astraeaceae ma il suo aspetto esteriore lo avvicina molto ai funghi della famiglia delle Geastraceae (stelle di terra). Come tutti i Gasteromiceti possiede un endoperidio, molto simile a una vescia, contenente la gleba e cioè una sostanza carnosa nella quale si trovano le basidiospore, e un esoperidio che si apre in 4 / 20 lacinie conferendo al fungo il suo aspetto tipico “a stella”.

Nella sua prima fase, ipogea, il carpoforo si presenta in una forma più o meno globosa. Emergendo poi dal terreno l’esoperidio si lacera in diversi bracci, carnosi e duri, con delle caratteristiche areolature, che, a seconda della maggiore o minore umidità dell’aria, si distendono e si estroflettono oppure tendono a ripiegarsi su sé stesse, verso il centro, per proteggere l’endoperidio. In questa maniera il fungo si distacca dal micelio, assume una propria autonomia e, se posto su un terreno scosceso, tende a compiere minuti movimenti ampliando l’area di disseminazione delle spore. Le lacinie aprendosi mettono a nudo l’endoperidio simile a una pallina: da un forellino (ostiolo) che si forma nella sua parte superiorefuoriesce la gleba essiccata sotto forma di polvere brunastra frammista alle spore.

L’intero basidiocarpo può arrivare a misurare circa 8 centimetri di diametro. L’endoperidio, iniziamente biancastro, tende poi ad assumere tonalità grigiastre ed infine nere; le lacinie invece hanno colori bruni e attraverso le areolature si scorge un sottostante strato biancastro.

Le spore, brune, sferiche e grossolanamente verrucose, misurano 8 / 11 micron. I basidi sono claviformi.

Esemplari di Astraeus hygrometricus possono rinvenirsi isolati o in piccole colonie, in boschi di aghifoglie o di latifoglie o anche in luoghi aperti, sabbiosi o sassosi. Non sono funghi commestibili ma la singolarità del loro aspetto non può non attirare l’attenzione del cercatore.

 

Possibilità di scambio

La sua forma particolare, le tipiche areolature delle lacinie, la capacità di queste ultime di distendersi o di ripiegarsì a seconda del grado di umidità atmosferica, rendono questo fungo inconfondibile. Esistono tuttavia diverse altre specie, appartenenti al Genere Geastrum i cui carpofori assumono il caratteristico aspetto "a stella".


Bibliografia

 

Fries E.: Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund (Svezia), 1829, vol. III, pag. 19;

Saccardo A: Silloge fungorum, Padova,1888, vol. VII°, pag. 90,

Michael E. $ Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, pl. 342;

Moreau F.: Les champignons, Ed. P. Lechevalier, Paris, 1954, tome II, pag. 1955, pag. 1955, fig. 1245;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 655, fig. 519;

Heim R.: Champignons d’Europe, Ed. N. Boubèe, Paris. 1969, pagg .620 e 630;

Cetto B.: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970. vol. I, pag. 603;

Balletto C.: Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 444;

Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G.: L’atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, 1972, pag. 232;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1976, vol. 4, pag. 114, pl. 355;

Griffiths D.A. : Hong Kong Fungi, Urban Council , Hong Kong, 1977, pag. 98, foto 84;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag.239;

Lincoff G.: The Audobon Society Field Guide to North American Mushrooms, Ed. Alfred A. Knopf Inc, New York, 1981, pag. 837, ill. 638;

Phillips R.: Riconoscere i funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 254;

Bon M.: Champignons d’Europe occidentale, Ed. Arthaud, Parigi, 1988, pag. 302;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, scheda 380;

Julich, W.: Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento 1989, vol. II, pag. 478,

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 82;

Buczacki S. e Wilkinson J.: Funghi d’Italia e d’Europa, Ed. De Agostini – Collins, Novara, 1990, pag. 192 e 193;

Pascual R. et Angel F.: Bolets de Catalunya, Societat Catalana de Micologia, Barcelona, 1991, colecio 10, llamina n. 452;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1 , pag. 159,pl. 192;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 364, foto 284;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 38;

Courtecuisse R. & Duhem B.: Guide des champignons de France e d’Europe, Delachaux et Niestlè, Losanna (CH), 1994, pag. 442, fig. 1717;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag.365;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, tav. 36/C;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, p. 72;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 399;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997,

pagg. 73, 172 e 173 tav. 24/11;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, foto 359;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 278;

Starosta P. e Epinat C: Funghi, Ed. Benedikt Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 88;

Courtecuisse R.: Champignons d’Europe, Delachaux et Niestlè, Losanna, 2000, pag. 915, pl. 923;

Gerhardt E., Vila J. & Limona X.: Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 868;

Papetti C., Consiglio G. & Simonini G.: Atlante fotografico dei funghi d’Italia, A.M.B., Trento 2000, vol. I, pag. 456,

Hagara L., Antonin V. &Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 394;

Gruppo Micologico Bresaola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 313 e 314;

Gerhardt E-: Guida ai funghi, Ed. Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 616;

Gennari A.: Funghi, Arezzo, 2005, pag. 564;

Venturella G.: L’iconografia micologica di Giuseppe Inzenga, , ISPE Archimede, Palermo, 2005, pag. 119.

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag.578;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 546;

De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G. : I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag.313;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 258;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 81;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 7, pag. 50, n. 791;

Eyssartier G. & Roux P. : Le guide des champignons, Ed. Belin, Parigi Cedex 2011, pag.1050.

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 355;

AMINT
: Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 578;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 546 n. 1528;

De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G.
: I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 313;

Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 258;

Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 81;

Brotzu R: e Colomo S.
: I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol.8, pag. 50,n. 791.

Eyssartier G. & Roux P.
: Le guide des champignons, Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1050.

 

Monografie

Michael-Henning & Pilat : Gastromiceti, Gruppo micologico parmense "G. Passerini" Parma 1980, parte I,  pag. 20, parte 11 pag, 133.;

Sarasini M- : Gasteromiceti epigei, Centro Studi Micologici A.M.B. Trento, 2005, pag. 304.

Sarasini M. : Gasteromiceti epigei, A.M.B.- Fondazione Centro Studi Micologici, Vicenza, 2005, pag. 304

 

(Sandro Ascarelli)