Scheda n. 134         -         Aprile 2010           -             Riferimento n. 1616

GOMPHIDIUS MACULATUS (Scop. : Fr.) Fries

 

Gomphidius maculatus.jpg










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Sinonimi

Agaricus maculates Scopoli, Gomphydius gracilis (?) Berkeley & Broome.
Volg. : Gonfidio maculato, Chiodello maculato.


Etimologia

Gomphidius =
simile ad un chiodo (dal greco gomfos = chiodo e èidos = somigliante, simile);
maculatus = macchiato.


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Homobasidiomycetes; Sottoclasse: Agaricomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Gomphidiaceae; Genere: Gomphidius; Specie: maculatus.


Commestibilità

Commestibile dopo aver  asportato il glutine che ricopre la cuticola del cappello che può rimanere indigesto. Diventa nero in cottura.


Descrizione

Molto simile al Gomphydius glutinosus (v. scheda n. 77), è un fungo, tipico delle abetaie di montagna, riconoscibile con facilità per le lamelle forcute e ramificate e per le macchioline nerastre individuabili sulla superficie del cappello. Alcuni Autori lo ritengono sinonimo di Gomphydius gracilis; altri considerano quest’ultimo una varietà del primo, caratterizzato da dimensioni molto più modeste.

Da prima emisferico, poi convesso ed infine disteso e talvolta un po’ depresso al centro, il cappello può arrivare ad avere un diametro di circa 8 centimetri. Margine a lungo involuto e sottile. La cuticola è lucida, glutinosa, di colore da grigio-rosato a rosa bruno, cosparsa di macchioline nerastre che tendono ad ingrandire fino a macchiare completamente la superficie pileica del carpoforo.

Le lamelle sono arcuate, spaziate tra di loro, forcate e intervallate da lamellule, decorrenti sul gambo, all’inizio biancastre ma tendenti ad arrossarsi al tocco e ad annerire in maturità.

Il gambo è cilindrico ma attenuato alla base, da sodo a fibroso e poi cavo, asciutto nella parte superiore, vischioso in quella inferiore, bianco all’inizio ma ben presto cosparso di goccioline che, essiccando, assumono colorazione brunastre, quasi nere mentre alla base il gambo tende ad assumere una colorazione giallo-cromo.

Carne piuttosto dura soprattutto nel gambo, bianca ma virante al rosa vinoso alla sezione ed annerente con l’età. Odore poco percettibile, sapore mite e dolciastro.

Spore ellissoidali, fusiformi, lisce, grandi (18 / 23 x  6 / 8) di colore olivastro al microscopio ma nere in sporata.

Fungo terricolo, simbionte esclusivo del Larice, cresce in estate o in autunno, isolato o in piccoli gruppi.


Possibilità di scambio.

Oltre a Gomphidius glutinosus, con il cappello color bruno-cioccolata (v. scheda n. 77), può essere ricordato il Gomphidius roseus dal colore rosato più o meno acceso. Gomphidius rutilus (= viscidus) e Gomphidius helveticus fanno ora parte del Genere Chroogomphus.


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(Sandro Ascarelli)