Scheda n. 128 - Marzo 2010 - Riferimento 1643

 



SUILLUS GRANULATUS
(L. : Fr.) Kuntze

 

Suillus granulatus
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Sinonimi

Boletus granulatus Karsten, Boletus circinans Persoon,Viscipellis granulate Quèlet, Boletus lactifluus Sowerby, Boletus schoberi .Oudemans, Boletus collinitus Fries, Boletus Miramar Rolland.
Volg. Pinarello, Pinuzzo, Boleto granuloso.


Etimologia

Suillus = maialino, porcino, (dal latino: diminutivo di sus, suis),
granulatus = granuloso, ricoperto da granuli.


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Subfamiglia: Suilloideae, Genere: Suillus; Sezione:Granulati; Specie: granulatus.

 

Commestibilità

Commestibile. Si possono consumare gli esemplari molto giovani e con i tubuli non eccessivamente sviluppati, La cuticola del cappello va asportata perché glutinosa, a volte lassativa e piuttosto amara.

Descrizione

E’ questo un boleto che cresce in colonie molto numerose nei boschi di aghifoglie, dalle pinete di costa alle abetaie di montagna. Viene raccolto e consumato da molti cercatori anche se vanno scartati gli esemplari con i tubuli troppo lunghi e tali da assorbire una eccessiva quantità di condimento (effetto “spugna”) rendendo il piatto indigesto e va comunque pazientemente tolta la cuticola del cappello perché amarognola. Produce un micelio copioso, cotonoso, biancastro che rivela la stazione di crescita prima ancora che il fungo sia nato.

Il cappello è arrotondato all’inizio per poi distendersi e divenire quasi piano, pervenendo ad una misura anche superiore ai 10 / 12 centimetri di diametro. Carnoso ma morbido alla pressione. Possiede una cuticola glabra, vischiosa, umida, brillante, facilmente e integralmente asportabile, dalle colorazioni che possono variare dal marrone al bruno-castagna e al caffèlatte e che tendono a scurire alla pressione. Margine involuto nell’esemplare giovane ma poi esteso e diritto.

I tubuli sono sottili e compressi ma si allungano rapidamente assumendo una forma “a cuscinetto” attorno al gambo sul quale decorrono leggermente. Il loro colore passa dal giallo chiaro al giallo verdognolo. Pori piccoli e regolari secernenti goccioline di un latice opalescente che, asciugandosi a contatto con l’aria, andranno a formare sul gambo le caratteristiche granulosità che giustificano la denominazione della specie. In maturità i pori si fanno ampi, angolosi e si colorano di giallo brunastro con qualche sfumatura olivacea.

Gambo privo di anello, giallastro, abbastanza sodo e compatto, ricoperto da ornamentazioni granuliformi bruno-rugginose. Cilindrico, diritto o lievemente inclinato, con la base coperta da residui miceliari biancastri o leggermente giallastri.

Carne complessivamente tenera, molliccia e spugnosa negli esemplari adulti, bianchiccia nel cappello ma con qualche sfumatura violacea sotto la cuticola, giallina altrove. Odore e sapore gradevoli, leggermente fruttati.

Spore fusiformi, lisce, di colore ocra-bruno in massa, 7 / 10 x 3 / 4 micron. Reazione più o meno aranciata con acidi forti a contatto della carne.

Cresce in colonie numerose in simbiosi micorrizia con conifere, dalla primavera all’autunno, a tutte le altezze.

 

Possibilità di scambio

Facilmente individuabile tra i Suillus privi di anello, per le granulazioni brunastre evidenti nella parte alta del gambo. Anche il S. bellinii possiede piccoli granuli all’apice del gambo ma essi hanno colori tendenti al rosso-fulvo; il S. bellinii si produce esclusivamente nelle pinete di costa. Privo di granulazioni è invece il S. collinitus, simile nella forma alle specie precedenti: si riconosce facilmente per i residui miceliari situati alla base dello stipite, di un bel colore rosa vinoso.

 

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(Sandro Ascarelli)