Scheda n. 117 - Gennaio 2010 - Riferimento ---




LYCOGALA EPIDENDRON
(Linnè) Fries

 

Lycogala epidendron
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Reticularia epidendron


Etimologia

Lycogala = latte di lupo (dal greco lùkos = lupo e gala = latte),
epidendron
= che cresce sugli alberi (dal greco epi = sopra e dèndron = albero)


Sistematica

Regno: Fungi, divisione: Gymnomycota, Sottodivisione: Myxomycota, Classe Myxomycetes, Ordine: Liceales, Famiglia : Lycogalaceae, Genere: Lycogala, Specie: epidendron.


Commestibilità

Non commestibile


Descrizione

Non è difficile incontrare questo curioso myxomicete che cresce in colonie di molti esemplari appressati e a volte compressi sulla corteccia di ceppaie o di legno degradato preferibilmente di aghifoglie.

I carpofori attirano subito la nostra attenzione perché si presentano come pallottoline grandi più o meno come un pisello (diametro massimo di un centimetro), inizialmente color avorio, poi rosa intenso e alla fine brunastro, dalla parete esterna sottile e lievemente pruinosa. Al loro interno è contenuto un fluido rosso-amaranto, contenente le spore, che col tempo essicca e si trasforma in una polvere bruno-grigiastra che fuoriesce dall’apice del carpoforo.

Le spore sono sferiche, del diametro di 6 o 7 micron, rivestite da un fitto reticolo, in massa da grigio-rosate a ocracee.

E’ un mixomicete saprotrofo che coadiuva la disgregazione del legno morto di ceppaie o di frustuli, accelerando la decomposizione della sostanza organica e quindi la restituzione al terreno dei componenti minerali necessari all’humus. Frequente nei mesi autunnali ma, in zone riparate, può superare i rigori della stagione invernale.


Possibilità di scambio

Il Genere Lycogala comprende due altre specie: Lycogala flavofuscum che possiede carpofori mediamente più grandi di quelli della specie esaminata di colore giallo tendente al brunastro porporino e Lycogala conicum di forma subconica e di colore giallastro bruno.


Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, tav. 95;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 3, pag.80;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 982;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 838;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 1, tav. 29;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 335;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 64;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 546;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 452, foto 374;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1992, collez. 11, tav. 532;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 334;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 65, foto 42;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 356, foto 498;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 401, foto 319;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 436;

Epinat C. et Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 115

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 497;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 621.

 

(Sandro Ascarelli)