Scheda n. 114          -         Gennaio 2010         -          Riferimento n. 748


AGARICUS ESSETTEI Bon

Agaricus Essettei001.jpg





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Sinonimi

Agaricus abruptibulbus Peck, Psalliota abruptibulba Kauffman, Psalliota sylvicola Vittadini.
Volg. Psalliota bulbosa, Prataiolo bulboso..

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidio-mycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Arvenses Sottosezione: arvenses, specie: Essettei..

Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
Essettei = dedicato al micologo francese Henry Essette

Commestibilità

Buon commestibile.

Descrizione

La creazione di questo taxon è opera del micologo francese Marcel Bon il quale ha voluto così distinguere questa specie dall’ Agaricus abruptibulbus (denominazione dovuta alla maggior parte dei micologi europei) o dal suo sinonimo Agaricus arvensis var. sylvicola. In effetti l’ Agaricus Es- settei si caratterizza per avere la taglia più slanciata, un grosso bulbo basale nettamente smarginato, le spore mediamente più grandi e per crescere prevalentemente sul tappeto di aghi di pino.

E’ un prataiolo appartenente al gruppo dei “flavesventes”, cioè di quei carpofori che, strofinati, si colorano di giallo.

Facendosi strada attraverso la lettiera di aghi di pino, il cappello di A. Essettei, bianco e completamente sferico, è del tutto simile ad una “vescia”. Poi, spinto in alto da un gambo slanciato, tende ad allargarsi mantenendo però una forma più o meno campanulata, munita al centro di un leggero umbone e raggiungendo un diametro di 10 / 12 centimetri. Il rivestimento pileico è liscio, sericeo, bianco ma tendente a macchiarsi, al tocco, di giallo cromo. L’orlo è sottile, con margine fioccoso per i residui del velo parziale.

Le lamelle sono fitte, mediamente serrate, strette, libere al gambo, di color bianco-avorio all’inizio ma tendente, come tutti gli Agarici, a divenire rosate, poi brune e infine nerastre.

Il gambo, alto anche 20 cm., è cilindrico, liscio, bianco ma tendente anch’esso a tingersi di giallo, talora rosato in alto, squamuloso in basso e munito alla base di un grosso bulbo marginato ed inferiormente appiattito.  L’anello è supero, ricadente sul gambo a gonnellino, sottile e membranoso, ornato da squame angolose lungo il margine che appare quindi simile ad una ruota dentata.

Carne bianca nel cappello, con sfumature rosa-carnicino nel gambo, dalla quale promana un profumo di mandorle o di anice più intenso allo sfregamento. Sapore dolciastro.

Le spore sono ovoidi, lisce, talvolta guttulate, scure, di dimensioni 6 / 7,5 x 4 / 5 micron. Sporata brunastra.

E’ un fungo relativamente comune nelle radure soleggiate dei boschi di conifere dove cresce in estate e in autunno, isolato o in piccoli gruppi di due, tre esemplari talora uniti alla base.

Possibilità di scanbio.

La specie più prossima a A. Essettei, e talvolta sinonimizzata con quest’ultima, è Agaricus sylvicola che avrebbe un portamento meno slanciato ed un bulbo basale non marginato. Tra gli Agarici bianchi ed ingiallenti alla manipolazione troviamo anche A. tenuivolvatus, A. macrocarpus, A. arvensis ed altri ancora, tutti ugualmente commestibili. E’ necessario tuttavia che all’ingiallimento del carpoforo si accompagni sempre un gradevole profumo di mandorla o di anice, allo scopo di evitare di confondere i “prataioli” commestibili con gli Agarici della sezione Xanthodermatei, più o meno tossici nei quali all’ingiallimento della superficie si accompagna sempre un odore di fenolo, simile a quello dell’inchiostro di China (confronta Agaricus praeclarosquamosus, scheda n. 32).

E’ appena il caso di ricordare di fare attenzione alle variazioni di colore delle lamelle per evitare il pericolosissimo scambio di un Agaricus con una delle Amanite bianche, mortali, le cui lamelle sono sempre bianche in tutti gli stadi della loro crescita.

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(Sandro Ascarelli)