Scheda n. 111     -     Dicembre 2009      -     Riferimento n. 392


TRICHOLOMA ORIRUBENS
Quèlet


Tricholoma orirubens

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Sinonimi

Gyrophila orirubens Quèlet, Agaricus terreus var. orirubens Cooke.

Etimologia

Tricholoma =  con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo); 
orirubens = con le labbra (lamelle) arrossanti (dal latino os, oris = labbra, bocca e rubens = arrossante, rosseggiante).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoi-deae, Tribù: Tricholomateae. Sezione: Atrosquamosa, Sottosezione: Terrea , Stirpe: Atrosquamo-sum, Genere: Tricholoma, Specie: orirubens.

Commestibilità

Commestibile delicato, di buona qualità.

Descrizione

Tricholoma orirubens è molto simile al Tricholoma atrosquamosum e, come quest’ultimo, è inserito nella sottosezione terrea dove troviamo, a volte non facilmente distinguibili le une dalle altre, specie che gravitano attorno al tipo T. terreum (v. scheda n. 55) e per tale ragione definite in senso lato come “morette”. T. orirubens ha tuttavia la particolarità, evidenziata dalla denominazione di specie, di avere la carne e le lamelle arrossanti.

Cappello di 5 / 8 cm. di diametro, carnoso al centro e più sottile verso l’orlo, emisferico poi irregolarmente spianato con il margine un poco involuto e ripiegato su sé stesso. Cuticola separabile, feltrosa-lanosa, di colore grigio chiaro o grigio-bruno, ricoperta da squamette nerastre più fitte al centro e più rade in periferia, dove, con l’invecchiamento, possono apparire sfumature rosate.

Lamelle spaziate, uncinate, larghe, regolari, intervallate da lamellule, inizialmente bianche o grigiastre con tendenza a diventare rosate o rossastre con il tagliente più scuro.

Gambo cilindrico, appena ingrossato nella estremità inferiore che talvolta può presentare un bulbo appena accennato, liscio, pieno, sodo, biancastro o rivestito da squamette grigiastre che sfumano in una tonalità violacea  con l’arrossamento della carne.

La carne è inizialmente compatta per divenire, in seguito, fibrosa e stoppacciosa, dapprima bianca o biancastra poi tardivamente e tipicamente arrossante dove esposta all’aria o soffregata: alla base del gambo può presentare un viraggio azzurro-violetto. Lieve odore farinaceo con componente di frutta acerba, sapore dolciastro.

Le spore, pluriguttate e con evidente poro germinativo, hanno forma ellittico-tondeggiante, misurano 5,5 / 7 x 4 / 5  micron e sono lisce e ialine ma bianche in massa.

E’ una specie non molto comune che può rinvenirsi isolata o in gruppi di pochi esemplari, su terreni ricchi di carbonati, nei boschi di latifoglie soprattutto in zone collinari preappenniniche. La sua produzione avviene soprattutto sul finire dell’estate.

Possibilità di scambio

E’ assai simile a Tricholoma atrosquamosum che non ha carne arrossante mentre ha invece un marcato odore di pepe. Anche nel Tricholoma squarrulosum si avverte odore di pepe ma i carpofori di quest’ultima specie si presentano con cappelli la cui cuticola si dissocia in squamale quasi nerastre. Ricordiamo infine Tricholoma basirubens che molto somiglia a T. orirubens, differendone per la circostanza di non avere lamelle arrossanti anche se una colorazione più o meno intensamente rosata può individuarsi alla base del gambo.

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(Sandro Ascarelli)