Scheda n. 107 - Dicembre 2009 - Riferimento n. r.




SETCHELLIOGASTER
TENUIPES (Setch.) Pouzar

 

Setchelliogaster tenuipes
foto Ascarelli
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Sinonimi

Secotium tenuipes Setchell.

Etimologia

Setchelliogaster =
dal nome del micologo Setchell che per primo lo ha identificato e descritto e dal greco gastèr = sacco intestinale, ventre;
tenuipes = dal piede tenue, sottile (dal latino tenuis = tenue, esile e pes, pedis = piede)

Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotlna, Classe: Basidiomycetes, Sottoclasse : Gasteromycetideae, Ordine: Gasteromycetes, Famiglia: Secotiaceae, Genere: Setchelliogaster, Specie: tenuipes.

Commestibilità

Non commestibile

Descrizione

Anche tra i funghi ve ne sono alcuni che…emigrano. Esemplari di questa rara specie sono stati ritrovati nel Lazio e in Calabria ai piedi di alcune piante di Eucalyptus di origine australiana e provenienti dal Giappone. E’ interessante notare che, secondo alcuni Autori, il genere (monospecifico) Setchellogaster si porrebbe in una posizione intermedia tra i funghi ipogei (che si sviluppano cioè sotto terra) e quelli epigei (che affiorano al di sopra della crosta terrestre) ed è quindi considerato come fungo semipogeo. La sua riproduzione avviene ad opera di roditori che, attratti dall’odore emanato dai carpofori, se ne cibano trasferendo poi le spore attraverso le loro deiezioni.

Il fungo affiora dal terreno sabbioso con un cappello globoso o semigloboso di due o tre centimetri di diametro e che tale rimane anche in maturità. Si tratta in verità del peridio, rivestimento esterno di un gasteromicete all’interno dal quale troviamo la gleba. La superficie è un po’ untuosa, di colore ocra o baio, più scura al centro e poco più chiara verso l’orlo che a tratti è appendicolato per residui cotonosi e biancastri di un velo parziale.

La gleba, all’interno del carpoforo, color cannella, può intravedersi nella parte sottostante al pseudocappello; sembra essere composta da lamelle mal formate; la carne si dispone infatti in pieghe labirintiformi, pluristratificate e costituite da numerose cavità allargate e disposte verticalmente. Nella carne della gleba sono mischiate le spore, bruno dorate, bruno scure alla reazione con potassa.

Il gambo, biancastro, è formato da uno stipite cilindrico e fistoloso che si prolunga all’interno della gleba fino ad innestarsi alla parete inferiore del periodo; in termini scientifici è detto più propriamente columella.

La carne è concolore all’interno della gleba, biancastra invece nella columella che tende però a scurire a partire dalla base. Odore e sapore poco avvertibili all’inizio ma poi più intensi e simili a quelli del granturco nei carpofori maturi, con componente rancida.

Le spore, di forma ovoidea più o meno allungata, verrucose, sono brunastre ed hanno dimensioni di 13,5 / 16 x 8,5 / 10 micron. I basidi sono bisporici.

Simbionte specifico dell’ Eucalyptus si trova appena affiorante dal terreno sabbioso, in colonie numerose, nella tarda estate e in autunno.

Possibilità di scambio

Esistono altre specie vagamente simili a S. tenuipes e del pari legate simbioticamente all’ Eucalyptus. Citiamo a mo’ di esempio Descolea rheophylla e Descolea maculata che tuttavia hanno un cappello che si apre completamente e lamelle ben formate.


Bibliografia

Pacioni G.
: I funghi nostrani, Newton & Compton Ed., Roma, 1980, pag. 137, foto 100;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1989, vol. 6, foto n. 2538;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1994, collez. 13, tav. 643;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 372, foto 292;

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 641;


(Sandro Ascarelli)