Scheda n. 105 - Novembre 2009 - Riferimento n. 1013




INOCYBE JURANA
(Patouillard) Saccardo



Inocybe jurana
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Sinonimi

Agaricus juranus Patouillard, Inocybe adaequata Saccardo, Inocybe frumentacea Bresadola, Inocybe rhodiola Bresadola.



Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
jurana = dei monti del Jura (tra la Svizzera e la Francia)


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Inosperma, Sezione: Rimosae, Sottosezione: Rimosinae, Specie: jurana.


Commestibilità

Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con abbondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache. I. jurana è data tuttavia come commestibile ma se ne sconsiglia il consumo ai principianti per la difficoltà di identificarla con certezza.


Descrizione

Il genere Inocybe annovera specie di non facile determinazione. Fa eccezione la I. jurana che presenta alcuni caratteri che permettono di individuarla abbastanza facilmente: le notevoli dimensioni del carpoforo, le sfumature vinoso-porporine o rossicce che si sovrappongono al colore fondamentalmente bruno della cuticola del cappello, odore acidulo un po’ fruttato, simile a quello della Inocybe piriodora.
Il cappello può superare anche i 19 centimetri ed ha una forma conico-campanulata e successivamente piana con un umbone centrale, largo e arrotondato. Il margine è involuto nell’esemplare giovane ma tende poi a rivolgersi verso l’alto ed a lacerarsi o fessurarsi profondamente. La cuticola è marrone ma con riflessi violacei o lilacini (ciclamino), disegnata da fibrille più scure; la consistenza è fibrosa o squamosa.
L’imenoforo è costituito da lamelle piuttosto fitte, arcuate, adnate o un poco decorrenti sul gambo al quale si innestano con un dentino. Il loro colore varia dal beige al bruno ocra con sfumature rossicce come quelle del cappello. Il tagliente è ondulato e biancastro.
Il gambo può ergersi fino a una decina di centimetri di altezza ed è cilindrico, attenuato verso la base, spesso contorto, percorso da scanalature o striature longitudinali, di colore simile a quello della superficie pileica.
Carne ocra-rossastra o rosso-vinosa alla sezione e soprattutto nel gambo; consistenza fibrosa. Reazione verde-oliva alla tintura di Guaiaco. Odore molto particolare, fruttato con lieve componente spermatica, di muffa nel carpoforo ormai vecchio. Sapore acidulo.
Spore lisce, elissoidali o a forma di fagiolo, che misurano 10 / 14 x 5,5 / 7,5 micron. Sporata bruno tabacco.
Gregaria, cresce nella tarda estate e in autunno, ai margini dei sentieri o in luoghi aperti, sotto latifoglie con preferenza per le querce e per i suoli calcarei.


Possibilità di scambio

Qualche Autore ritiene che possa essere confusa con Inocybe rhodiola che avrebbe una taglia minore e soprattutto colori della superficie pileica privi di tonalità lilacini. Altri ritengono che I. rhodiola altro non sia che la stessa I. jurana con lievi differenze determinate da particolari condizioni atmosferiche.


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(Sandro Ascarelli)