Scheda n. 095      -      Ottobre 2009      -      Riferimento n. 112

Cantharellus lutescens (Pers. : Fr.) Fries

Cantharellus lutescens-3.jpg







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Sinonimi

Cantharellus aurora
Volg. Cantarello giallo, Finferla.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Aphyllo-phoromicetideae, Ordine: Camtharellales, Genere: Cantharellus, Specie: lutescens.

Etimologia

Cantharellus = piccola coppa (dal latino cantharus = coppa),
lutescens = ingiallente, che diventa giallo.

Commestibilità

Ottimo commestibile soprattutto per sughi e condimenti. Si presta ad essere essiccato.

Descrizione

E’ un fungo delicato e poco carnoso ma che si raccoglie in gran quantità tra il muschio o nei luoghi umidi dove forma colonie numerose. La difficoltà della sua raccolta (c’è da spezzarsi la schiena!) è compensata dal fatto che i carpofori possono essere estratti dal terreno già puliti: solo la punta inferiore del gambo può presentare residui da asportare.

Nel suo primo stadio di sviluppo, C .lutescens si presenta sotto forma di un piccolo chiodo quasi interamente giallo-arancio; successivamente la parete superiore del carpoforo si apre assumendo la forma di un calice, increspato e profondamente ombelicato, bruno all’interno e giallastro o aranciato all’esterno, con il margine estromesso e ondulato. La superficie imeniale è costituita dalla parete esterna liscia o tutt’al più lievemente venata che si prolunga nel gambo. Quest’ultimo è glabro, irregolarmente cilindrico, elastico, vuoto all’interno di colore giallo-aranciato, talvolta con sfumature color salmone.

La carne è esigua, elastica e fibrosetta. Odore gradevolmente fruttato e sapore dolciastro.

Nel suo pieno sviluppo il carpoforo può raggiungere un’altezza di 5 cm, ma le sue dimensioni si riducono notevolmente durante l’essicamento salvo “ricrescere” non appena bagnato.

Le spore (9,5 / 10,5 x 6,5 / 7,5 micron) sono lisce, ellissoidali, ialine, abbondantemente guttulate.

Cresce sia sotto latifoglie sia sotto aghifoglie, sia in pianura che in montagna, in colonie numerose e redditizie, dalla tarda estate all’autunno soprattutto dopo le prime piogge. Ricercato ed apprezzato in alta Italia, è poco conosciuto e raccolto altrove.

Possibilità di scambio

Non condividiamo l’opinione di qualche Autore che afferma l’esistenza di un Cantharellus tubaeformis varietà lutescens e riteniamo che la diversità cromatica dell’imenoforo non sia sufficiente a definire tale specie da quella analoga del Cantharellus tubaeformis varietà tubaeformis. Propendiamo quindi per l’esistenza di una entità tassonomica unica. Peraltro C. tubaeformis è facilmente confondibile con C. lutescens ma ne differisce per i colori più scuri del cappello e del gambo, per le nervature rigide (pseudolamelle) ed accentuate che costituiscono la superficie imeniale, rintracciabili appena sotto il cappello e per il fatto che il centro di quest’ultimo, almeno negli esemplari maturi, presenta un forellino che lo mette in relazione con la cavità dello stipite. Del C. lutescens esiste invece una varietà grisea, piuttosto rara.

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(Sandro Ascarelli)