Scheda n. 079 - Agosto 2009 - Riferimento n. 673



LEPIOTA CLYPEOLARIA
(Bull. : Fr.) Kummel



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Sinonimi


Agaricus clypeolarius, Agaricus calceolarius, Agaricus colubrinus, Lepiota colubrina

 

 

Etimologia


Lepiota = orecchio squamoso (dal greco lepis = squama e ous, otòs = orecchio),

clypeolaria = a forma di scudo (dal latino clypeus = scudo rotondo in uso nella fanteria romana).

 


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota, Sezione : Lepiota, Specie: clypeolaria.

 


Commestibilità


Tutte le Lepiote di piccola taglia (con cappello di regola non superiore agli 8 / 10 cm. e più o meno squamuloso) sono considerate tossiche e vanno quindi escluse da qualsiasi utilizzazione alimentare. Tra queste Lepiote, quelle del gruppo helveola possono provocare intossicazioni non meno temibili di quelle provocate da Amanita phalloides, Amanita verna e Amanita virosa e sono responsabili di una sindrome parafalloidea a lunga incubazione.

 


Descrizione


I miceti di piccola taglia ascritti al Genere Lepiota hanno la caratteristica di avere un cappello fioccoso-squamuloso o ricoperto da verruche piramidali che dal disco si diradano in cerchi concentrici verso il margine. Mentre la calotta del cappello si presenta quindi uniformemente colorato, il velo generale tende progressivamente a dissociarsi formando una serie di squame concentriche variamente colorate che lasciano intravedere il fondo bianco o bianco-crema della carne sottostante. In realtà il rivestimento pileico si dissocia in fibrille fioccose, appuntite e rialzate alla cui estremità sono sistemate le squamette più intensamente colorate e che finiscono spesso per debordare al di là dell’orlo del cappello.


Prendiamo ora in esame la Lepiota clypeolaria. Il suo cappello presenta un diametro che può raggiungere i 10 cm. (uno dei più grandi tra le specie ascritte al Genere Lepiota) ma inizialmente ha una forma emisferica ed una colorazione uniforme, biancastra o crema chiaro; in un secondo momento il cappello si distende assumendo un aspetto più o meno campanulato e con il centro sollevato in un umbone ottuso. La calotta discale si colora più intensamente rimanendo compatta mentre il resto della cuticola si dilacera in fiocchi o fibrille radiali di colore bruno-ocra, bruno-rossiccio o bruno-arancio, disposti in cerchi concentrici digradanti verso la periferia. La frantumazione della cuticola pone in evidenza il colore biancastro o bianco-crema della carne sottostante. Il margine della superficie pileica presenta residui fioccosi e appendicolati tale da conferire al bordo un aspetto vagamente somigliante a quello della mantovana di un tendaggio.


Anche le lamelle, libere e poco fitte, hanno un tagliente ricoperto di fioccosità biancastre e tale fioccosità o lanuginosità ricoprono la parte del gambo al di sotto di una zona anulare che rimane tuttavia poco evidente, mentre la zona superiore può apparire brevemente striata. Il gambo cavo è cilindrico a volte un po’ ingrossato alle estremità e spesso tende ad incurvarsi e a staccarsi dal cappello con relativa facilità.

Carne biancastra, talvolta con sfumature gialline, tenera nel cappello, fistolosa nello stipite. Emana un odore poco gradevole, acidulo, simile a quello di alcuni Sclerodermia. Sapore dolciastro, poco significativo.


Spore lisce, fusiformi, piuttosto grandi (!!,5 / !5,5 x 5,5 / 6,5). Sporata bianca.

E’ un fungo terricolo, frequente e comune nelle lettiere sia di aghifoglie che di latifoglie, in estate e in autunno.

 


Possibilità di scambio.


Esistono specie prossime alla L. clypeolaria, in genere di taglia inferiore. Molto incerta appare la collocazione di L. metulaespora che avrebbe il gambo ricoperto da fioccosità giallastre come la L. ventriosospora. Caratteristica è la L. ignivolvata che presenta un evidente e marcato arrossamento in un cercine situato alla base del gambo.

Altre piccole Lepiote si differenziano con facilità dalla L. clypeolaria perché, a differenza di quest’ultima, hanno un anello più consistente ed il gambo privo di squamettature fioccose.

 


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(Sandro Ascarelli)