Scheda n. 061 - Maggio 2009 -      Riferimento n. 1351




RUSSULA CHLOROIDES
(Krombh.) Bresadola


 


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Sinonimi

Agaricus chloroides, Russula delica var. chloroides, Russula brevipes, Russula delicula.

Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
chloroides = dai riflessi verdognoli (dal greco khloròs = verde-azzurro e oìdes = simile a).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agari-comycetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Plo-rantes, Subsezione: Delicineae, Specie: chloroìdes.

Commestibilità

Commestibile molto mediocre.


Descrizione

Russula delica e Russula chloroides fanno parte della difficile sottosezione Delicineae (o Plorantineae) che comprende carpofori morfologicamente analoghi ad alcuni Lattari, (come L. piperatus o L. vellereus), ma dai quali si distinguono per essere privi di latice, tanto che qualche Autore ha proposto per loro la denominazione Lactarius exsuccus (= senza latice) e per avere un sapore privo di acredine. Russula chloroides differisce poi da Russula delica perché ha una taglia di poco inferiore e dei riflessi smeraldini tra le lamelle e frequentemente un cerchio verde-azzurro sulla parte superiore del gambo in prossimità della superficie imeniale.

Il cappello ha un diametro compreso tra i 5 e i 12 cm.; inizialmente convesso tende a divenire depresso ed ad assumere un aspetto imbutiforme a causa di una evidente incavatura centrale. Ha consistenza dura e compatta. La cuticola è parzialmente asportabile ed è asciutta, glabra e feltrata, di colore che dal bianco tende poi a macchiarsi di giallo ocra e poi di ruggine nell’esemplare vecchio. L’orlo è regolare, talvolta un po’ involuto.

Le lamelle sono arcuate, talvolta brevemente decorrenti, ineguali, sottili e serrate, intervallate da lamellule e intervenate soprattutto in prossimità del gambo. Di colore bianco sordido ma con riflessi verde glauco distinguibili in modo particolare quando si fa ruotare la superficie imeniale alla luce del sole.

Il gambo è usualmente corto e tozzo ma tende a divenire più alto e slanciato nelle stazioni umide. Cilindrico, duro e compatto, si presenta con colorazioni biancastre, poi brunastre. Talvolta si nota una banda anulare bluastra nella parte superiore dello stipite, in prossimità delle lamelle.

La carne è soda e compatta, biancastra ma tendente a sporcarsi di ocra. Odore poco gradevole come di aringa, sapore dolciastro nella carne del gambo ma piccante nelle lamelle. Debole reazione positiva al solfato di ferro, di media intensità alla tintura di guaiaco.

Al microscopio si osservano basidi clavati tetrasporici: le spore (8 / 10,5 x 7 / 9 micron) hanno forma da subglobosa a ovoide con fitte ornamentazioni costituite da verruche piramidali, a volte amiloidi, collegate tra loro a formare un reticolo irregolare. Sporata biancastra.

Abbastanza frequente in tutta Europa, cresce isolata o in piccoli gruppi da agosto a fine ottobre nei boschi di latifoglie o di conifere (querce, faggi, castagni, abeti) in collina e in montagna, su suoli freschi e umidi, basici o leggermente acidi.


Possibilità di scambio

Come si è visto lo scambio più probabile potrebbe esser fatto con R. delica, soprattutto con la sua varietà glaucophylla; R. chloroides differisce soprattutto per il gambo talora più alto e slanciato, per il cappello notevolmente depresso al cemtro, per le lamelle fitte e basse con sfumature glauche, per la reazione rosso-arancio al solfato di ferro, per le diverse dimensioni delle spore.

Secondo Sarnari, della R. chloroides sarebbe possibile distinguere tre varietà: la var. chloroides, la var. trachyspora e la var. parvispora.

La mancanza di latice dovrebbe essere sufficiente per differenziare R. chloroides dai Lattari della sezione Albati, avvertendo tuttavia che in condizioni climatiche di siccità anche nei Lattari può diventare difficile percepire l’emissione di latice.

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(Sandro Ascarelli)