Scheda n. 057      -      Maggio 2009    -     Riferimento n. 147

 


PLEUROTUS OSTREATUS
(Jacq. : Fr.) Kummer


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Sinonimi

Volg.: Pleuroto a forma di ostrica, Pleos, Orecchione, Gelone.

Etimologia

Pleurotus = con l’orecchio laterale (dal greco pleuròn = di lato e oùs, otòs = orecchio)ostreatus = ricoperto di conchiglie (dal latino ostrea = ostrica) per la forma del cappello.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homo-basidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Pleurotaceae, Genere: Pleurotus, Specie: ostreatus.

Commestibilità.

Ottimo commestibile, richiede tuttavia tempi di cottura più lunghi degli altri funghi, perché la carne è più tenace.

Descrizione

Specie ampiamente commercializzata su tutti i mercati nazionali e stranieri, Pleurotus ostreatus è un fungo che si trova frequentemente in natura ma che si presta ad essere coltivato con facilità. Industrialmente viene prodotto in balle o in sacchi di paglia compressa nei quali è stato disperso un liquido contenete le spore; ma molti estimatori possono ottenerne in discreta quantità acquistando direttamente le “ballette”, conservandole in cantina o sul terrazzo (a una temperatura compresa tra i 7 e i 21 gradi), umidificando il substrato almeno una volta al giorno e raccogliendo i carpofori via via che raggiungono una certa dimensione. E’ possibile ottenere buone raccolte anche dai pezzi di legno che si ritrovano nel bosco e sui quali già si producono i carpofori. Un altro sistema “casereccio” per far crescere i Pleuriti è quello di utilizzare una tavola di truciolato sulla quale sia stato strofinata la parte imeniale (lamelle) di alcuni esemplari, procedendo poi nella stessa maniera che abbiamo già descritto.

Si evince quindi che P. ostreatus è un fungo prevalentemente soprotrofo che cresce su legno o su residui legnosi, in maniera fascicolata o con cappelli sovrapposti la dimensione dei quali può giungere fino a 15 cm. di diametro. I carpofori che nascono lateralmente hanno l’aspetto di un’ostrica o di una conchiglia di colore grigio brunastro, grigio acciaio, grigio violaceo, tendente a sbiadire con l’età; gli esemplari che crescono al di sopra del tronco o della balla di segatura, hanno invece il cappello più centrale. La cuticola è glabra ed asportabile ed il margine è involuto all’inizio divenendo poi lobato e con orlo sottile.

La superficie imeniale è costituita da lamelle, mediamente fitte, bianche o con sfumature grigiastre o ocracee, decorrenti sul gambo, intervallate da lamellule, forcate e talvolta anastomosate in prossimità del gambo. Inoltre sono sottili, ineguali, con il tagliente uniforme.

Il gambo, bianco, sodo, corto e tozzo, è glabro o leggermente ricoperto alla base da una lieve pruinosità. E’ usualmente eccentrico e sovente cresce lateralmente rispetto al cappello. Alla base può essere attenuato soprattutto quando è unito ad altri esemplari a formare un unico cespo.

Carne compatta, tenace nel gambo, elastica nel cappello, bianca. Lieve odore fungino che si fa più aspro in maturità e sapore dolciastro.

Le spore sono lisce, ellissoidali o subcilindriche, non amiloidi, 8 / 10,5 X 3,2 / 4,2 micron. La sporata è bianca.

In natura P. ostreatus è un fungo abbastanza comune che si rinviene su legno vivo o morto di diverse latifoglie e in particolare su legno di Pioppo, di Salice, di Sughera o di Castagno, sia in boschi di pianura che di montagna fino a 1000 metri di altezza. Il periodo di maggior produzione va dall’autunno inoltrato all’inverno.

Possibilità di scambio

Difficilmente il P. ostreatus può essere confuso con specie tossiche. Esistono tuttavia varietà e somiglianze con altri Pleuriti commestibili. Il P. columbinus è legato al legno di conifere di montagna ed ha colori pileici di un intenso azzurro, il P. cornucopiae ha un cappello molto chiaro con tonalità biancastre, crema o nocciola, il P. citrinopileautus viene prodotto soprattutto perché il suo colore giallo-limone può dare una nota di colore al piatto anche se ha un sapore piuttosto insipido. Per le sue ottime qualità organolettiche viene invece ricercato ed apprezzato il P. eringii (cardarello o carboncello), apparentemente terricolo ma che si produce in realtà su radici o residui di alcuni Cardi come Eryngium campestre o Eryngium maritimum. Una sua varietà, il P. eryngii var. ferulae cresce, in associazione con alcune Ombrellifere, e soprattutto con la Ferula, frequente nelle regioni calde dell’ Italia meridionale.


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(Sandro Ascarelli)