Scheda n. 498       -        Luglio 2014        -        Riferimento 1335





PANAEOLUS RICKENII Hora 1960




panaeolus rickenii gs4 20141117 1740940599Foto G. Sperati
Clicca sull' immagine per ingrandirla e vedere altre foto dello stesso genere




Sinonimi

Agaricus acuminatus Schaeffer (1774), Agaricus carbonarius Batsch (1783), Agaricus caliginosus Junghuhn (1830), Agaricus carbonarius var carbonarius Fries (1818), Coprinarius acuminatus Quèlet (1886), Coprinarius caliginosus (Jungh.) Quèlet (1886), Panaeolus acuminatus f. acuminatus Quèlet (1874), Panaeolus caliginosus(Jungh.) Gillet (1878), Stropharia acuminate (Scop:) Murrill (1922),Panaeolus acuminatus var. Rickenii (Hora) P. Roux, Guy Garcia & Charret (2006)


Etimologia

Panaæolus = smagliante (aggettivo latino dal greco panaìolos);
Rickenii = dedicato al micologo tedesco Adalbert Ricken (1851 / 1921).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Panaeoleae, Genere: Panaeolus, Specie: Rickenii.


Commestibilità

È un fungo velenoso perché contiene psilocibina e psilocina sostanze responsabili della sindrome allucinogena a breve incubazione; può quindi causare intossicazioni di natura psicotropica (allucinazioni)


Descrizione

Nella scheda n. 102 abbiamo avuto modo di fornire i caratteri salienti del Genere Panaeolus che comprende una dozzina di specie europee, tutte a spore brune e con un portamento che può ricordare quello dei carpofori del Genere Mycena.
A lungo sinonimizzato in particolar modo con Panaeolus acuminatus Schaeffer ex Quèlet, Panaeolus Rickenii ha assunto una sua propria specifica autonomia ad opera di Watling ed altri che nel 1987 hanno messo in evidenza la circostanza che P. Rickenii avrebbe, rispetto al P. acuminatus, un gambo molto più lungo (circa quattro volte il diametro del cappello).
Il cappello è conico campanulato, parabolico, mai completamente disteso, con un diametro che non raggiunge i 3 centimetri, fortemente igrofano, con il margine striato a tempo umido, bruno vinoso con tonalità nerastre o violacee, un po' più pallido al centro. Superficie cosparsa di pruina biancastra ed essudante goccioline acquose.
Lamelle più o meno adnate, piuttosto ventricose, screziate, grigio-nerastre con orlo biancastro, secernenti minute goccioline soprattutto quando il carpoforo è giovane.
Coperto di goccioline lattiginose è anche il gambo, sottile, fragile, cilindrico e terminante con un bulbillo. E' alto rispetto al cappello (all'incirca quattro volte il suo diametro); pruinoso per tutta la lunghezza, rosso vinoso o rosso bruno, più scuro nella parte inferiore.
Carne sottile, esigua, rosso vinosa, con odore e sapore insignificanti.
Spore ellittiche-amigdaliformi se viste di profilo, lenticolari se osservate frontalmente, lisce, con poro germinativo centrale, brunastre o nerastre, 12,5 / 14,5 x 8 / 10 micron. Sporata nera.
Cresce isolato o in gruppi di pochi esemplari dall'estate all'autunno. E' abbastanza comune nelle radure o nelle zone erbose soleggiate dei boschi di latifoglie o nei pascoli. Vuole terreni ricchi di humus e talvolta cresce direttamente su sterco bovino.


Possibilità di scambio

Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Gillet è stato a lungo sinonimizzato con Panaeolus Rickenii ma differisce da quest'ultimo per avere un cappello conico-emisferico e dotato di uno stretto umbone, nonché un gambo meno lungo e sottile.
Simile è Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quèlet che ha un cappello bruno nerastro o grigio argilla privo di tonalità rossastre o rosate, con orlo festonato per residui del velo generale e che cresce di solito su terreno molto concimato o addirittura su escrementi animali.



Bibliografia

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, pag. 87, foto n. 434;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 296 n. 218;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 268;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 283;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 181;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 264;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 255;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 157;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 557, foto 794;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 224, foto 300;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 366 n. 1335;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David& Charles, Devon, 1995, pag. 239;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 424, foto 378;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 780;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 256;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag
198;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 396;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 518;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 270 n. 731;
Bellù F. & Veroi G. : Per non confondere i funghi, Casa Editrice Panorama, Trento, 2014, pag. 349.





(Gianfranco Sperati)