Scheda n. 052     -     Aprile 2009      -      Riferimento n.  839





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Sinonimi

Agaricus pantherinus
Volg.: Agarico panterino, Tignosa bruna, Tignosa bigia, Tignosa rigata.

Etimologia

Amanitada Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
pantherina = attinente le pantere.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Amanitaria, Sezione: Caesareae. Specie: pantherina.

Commestibilità

Velenosa. La sindrome panterinica si produce dopo circa 30 minuti dalla ingestione del fungo e si manifesta con stati confusionali, eccessi motori, allucinazioni visive, delirio e coma. Le principali tossine responsabili sono l'acido ibotenico, la muscarina, il  muscazone e il muscimolo.

Descrizione

La denominazione di specie (pantherina) trae origine dal fatto che la cuticola bruna del cappello si presenta maculata a causa delle placche bianche che la ornamentano. Infatti nel suo stato embrionale questa Amanita è protetta da un velo generale bianco, a forma di ovolo, che racchiude il carpoforo. Non appena il cappello inizia a distendersi, il velo generale si fraziona in due parti (deiscenza equatoriale): la metà inferiore rimane alla base del gambo sotto forma di volva nettamente marginata, la metà superiore rimane sul cappello dissociandosi in squamette coniche e appuntite che si distendono via via che il cappello si amplia e si distende.

E' un fungo terricolo, eterogeneo, leucosporeo, bello a vedersi ma da rifiutare perché la sua ingestione può provocare disturbi seri, anche se quasi sempre passeggeri.

Nel suo stadio adulto, il carpoforo si presenta con un cappello di 10 / 15 cm. di diametro, emisferico ma tendente a divenire piano o leggermente depresso, di colore bruno e con tonalità varianti dal marrone al beige, talora con riflessi giallognoli, ornamentato da verruche bianche, asportabili e più o meno rilevate.

Le lamelle sono bianche, libere al gambo, poco fitte e intervallate da lamellule.

Anche il gambo è bianco, cilindrico, dapprima pieno poi midolloso, liscio o pruinoso o fioccoso soprattutto all'apice. All'estremità inferiore si nota un ingrossamento bulboso con volva di tipo circoncisa (cioè marginata di netto) ed uno o più anellini carnosi (cèrcini) dovuti anch'essi al frazionamento del velo generale. Nella parte più alta del gambo si evidenzia invece un vero e proprio anello membranoso dovuto al velo parziale che proteggeva le lamelle e che si è poi distaccato dall' orlo del cappello per ricadere sul gambo a mo' di gonnellino.

Carne bianca, soda ma presto tenera, con tenue odore terroso e sapore dolciastro.

Le basidiospore, ialine al microscopio e bianche in massa, sono ovoidali, munite di poro germinativo, lisce e misurano 8 / 11 x 6 / 8 micron. Non sono amiloidi.

Indifferente al substrato, si produce isolato o in colonie poco numerose, dall'estate alla fine dell'autunno, in simbiosi con essenze di latifoglie o di aghifoglie, dalla pianura mediterranea alle zone alpine.

Possibilità di scambio.

Diversità cromatiche della superficie pileica hanno dato luogo, in letteratura, a numerose varietà; si conoscono, ad es., una forma albida con cappello completamente bianco, una forma xantha con la cuticola gialla, una violaceapallida caratterizzata da colori lillacini. La varietà tipicamente montana abietun ha un portamento più robusto, un colore pileico bruno scuro e l'orlo del cappello appare poco striato, quasi liscio.

Le particolari caratteristiche morfologiche non dovrebbero rendere l' A. pantherina confondibile con altre entità.

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(Sandro Ascarelli)