Scheda n. 294        -         Luglio 2014        -         Riferimento 705




LEUCOCOPRINUS BREBISSONII (Godey) Locquin 1943





leucocoprinus brebissonii gs2 20141117 1578198560Foto G. Sperati
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Sinonimi

Lepiota cepistipes var. cretacea Greville /1828), Lepiota brebissonii Godey (1974).
Volg.: Lepiota di Brebisson:


Etimologia

Leucocoprinus = Còprino bianco (dal greco leukòs bianco e coprinus = còprino, genere della famiglia delle Coprinaceae) perché simile a un Coprino a spore binache,
brebissonii = dedicato al botanico francese Louis Alphonse De Brebisson (1798 / 1872).


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Leucocopri-neae, Genere: Leucocoprinus, Specie: flos-sulfuris.


Commestibilità

Specie sospetta, probabilmente tossica .


Descrizione

Si deve al micologo francese N. Patouillard (1854 / 1926) la creazione del Genere Leucocoprinus che, nel 1888, separò dal Genere Lepiota quelle specie gracili o poco carnose, con il margine del cappello striato, dotate di basidi sferopeduncolati, spore piuttosto grandi e con poro germinativo evidente. Il termine fu in seguito utilizzato, nel 1945, dal micologo M. Lacquin per indicare tutte quelle specie lepiotee dotate di spore di grandi dimensioni metacromatiche in bleu di metile e con poro germinativo.
Leucocoprinus brebissonii presenta un cappello convesso-campanulato che in seguito si distende mostrando un umbone appiattito ed appena accennato. Può raggiungere un diametro di 3 o 4 centimetri. Il margine è striato per almeno un terzo del suo raggio. La cuticola è fioccosa, con un sottofondo biancastro ma con il disco ben delimitato bruno-nerastro dal quale si dipartono squamette concolori, granulose, concentriche e sempre più rade man mano che si procede dal centro verso la periferia.
Le lamelle sono abbastanza fitte e serrate, libere al gambo, a filo intero, bianche poi crema-giallastre negli esemplari adulti, non imbrunenti.
Il gambo è esile, pieno poi fistuloso e fragile, cilindrico ma un po' bulboso alla fine, liscio, biancastro ma poi con qualche sfumatura rosata a partire dalla base più evidente nel carpoforo maturo. Anello supero, biancastro, sottile, labile ed evanescente.
Carne esigua e sottile anche nella zona centrale del cappello, biancastra; odore debole o insignificante, talvolta con componente agliacea o spermatica appena accennata. Leggero sapore dociastro.
Spore ovoidali, lisce, con poro germinativo, 9 / 11,5 x 5,5 / 7 µm., ialine ma con sporata bianca.
E' reperibile in estate e in autunno, isolato o gregario, nei giardini, nelle serre, nei vasi di fiori, su terreno ricco di humus, qualche volta anche su foglie o detriti legnosi in decomposizione.


Possibilità di scambio.

Specie confusa e talora sinonimizzata con Leucocoprinus cepistipes o caepestipes (Sowerby) Patouillard, sarebbe secondo alcuni Autori differente per avere una calotta centrale mal delimitata ed una colorazione beige molto pallida.


Bibliografia

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Monografie:

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(Sandro Ascarelli)