Scheda n. 491      -       Luglio 2014       -         Riferimento 1011




INOCYBE DULCAMARA (Alb. & Schw.) Kummer 1971




inocybe dulcamara gs1 20141117 1660394012

 

 

 

 

Foto G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus uniformis Persoon (1798), Agaricus dulcamara Persoon (1801), Agaricus dulcamarus Albertini & Schweinitz (1805), Agaricus uniformis Persoon (1825), Inocybe dulcamara var. dulcamara (Pers.) P. Kummer (1871), Inocybe dulcamara fo. dulcamara (Pers.) P. Kummer (1871), Inocybe delecta P. Karsten (1879), Inocybe dulcamara fo. parcesquamulosa J. Favre (1955), Inocybe dulcamara fo. peronata J. Favre (1955), Inocybe dulcamara fo. pygmaea J. Favre (1955), Inocybe dulcamara fo. solida J. Favre (1955), Inocybe dulcamara fo. squamulosoannulata J. Favre (1955), Inocybe dulcamara var. axantha Kühner (1956), Inocybe dulcamara var. homomorpha Kühner (1956), Inocybe dulcamara var. latispora Bon (1979), Inocybe dulcamara fo. major Bon (1979), Inocybe dulcamara var. squamosoannulata (j. Favre) Schmid-Heckel (1988),
Volg. Inocybe dolce e amara


Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
dulcamara = dolce e amara (dal nome del frutice Solanum dulcamara )



Sistematica

Regno: Fungi,Divisione:Basidiomycota, Classe:Homobasidiomycetes, Subclasse:Agaricomycetideae, Ordine:Cortinariales, Famiglia:Cortinariaceae, Tribù:Inocybeae, Genere:Inocybe, Sottogenere: Mallacybe, Sezione: Dulcamarae, Specie: dulcamara.


Commestibilità

Alcuni Autori non ritengono questa specie velenosa anche se la sua tossicità (come quella di tutte le altre Inocybi) è considerata sospetta. E' in ogni caso immangiabile per il suo cattivo sapore.


Descrizione

Il Genere Inocybe è costituito da un gran numero di specie i cui ricettacoli, terricoli salva qualche rara eccezione, hanno un cappello quasi sempre conico-campanulato, con cuticola asciutta e percorsa da fibrille radiali e con l'orlo presto fessurato. Il colore delle lamelle tende dal biancastro iniziale a divenire bruno ocra o bruno olivastro. Per la loro esatta determinazione non è sufficiente l'esame macroscopico compiuto sul terreno ma è necessario osservare al microscopio la grandezza e la forma delle spore e dei cistidi.
L' Inocybe dulcamara è di piccola taglia, con un cappello, non molto carnoso, convesso all'inizio e infine disteso fino a misurare un diametro massimo di 4 o 5 centimetri, con umbone più o meno pronunciato soprattutto negli esemplari maturi e con l'orlo sottile e non fessurato, rivolto verso l'alto e decorato dai residui di una cortina aracnoide biancastra che le conferisce l'aspetto di un cortinario. La superficie è secca, tomentosa, ricoperta da fibrille squamose, più fitte ed evidenti al centro, di colore rosso-bruno, fulvo o ocraceo.
L'imenio è costituito da lamelle serrate, ventricose, in parte biforcate, arcuate, adnate, di colore da ocraceo pallido a ocra-bruno con l'orlo biancastro.
Il gambo può elevarsi fino a circa 5 centimetri ed è cilindrico, pieno, farcito, cavo alla fine, fibrilloso-tomentoso, pruinoso alla base, dello stesso colore del cappello e con residui anulari del velo parziale.
Carne fibrosa, fragile, ocracea ma più pallida verso il piede con odore erbaceo poco significativo e sapore prima dolciastro e poi sgradevole, amarognolo ed acre.
Basidiospore lisce, ovoidali o largamente ellittiche, trasparenti, a parete piuttosto spessa, giallastre; 8,5 / 11 x 5,5 / 6,5 µm. Sporata fulvo-ocracea. Basidi tetrasporici.
In tutta Europa può rinvenirsi dalla fine della primavera all'autunno inoltrato, in gruppi a volte numerosi, su suolo arenoso, lungo i sentieri o nelle radure soleggiate di boschi di latifoglie o di aghifoglie.


Possibilità di scambio

Le è simile l' Inocybe caesariata (Fr.) Karsten, specie comune in ambienti litorali e nelle pinete dunali, che si distengue per un portamento più robusto e per la zona anulare più marcata. Inocybe agardhii (Lundell) Orton è a volte considerata una semplice varietà di I. dulcamara : possiede un pseudo anello cortiniforme e spore più strette.


Bibliografia

Fries E. : Elencus fungorum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 321
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 763 n. 3147;
Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag.105;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931,Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, pag. 722, tav. 722;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 103 n. 363, tav. 31/5 ;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 203 n. 569;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 103, tav. 32 n. 886;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 511, fig. 9 a pag. 48;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 154 n. 382;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 243, foto n. 91;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag.217, fig. 327;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 354 n. 266;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 317;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 336;
Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 140, foto 120;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 181;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 150;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 131, tav. 84;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1987, collez. 6, tav. 279;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 234;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 121;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 258, foto 350;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 310 n. 1011;
Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 424 n. 37, tav. 114;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 285;
Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 255;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 201;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 516, foto 547;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 695;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 5, pag. 50, foto 14;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag 225;
Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 89;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 302;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 302;
Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 258;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 360 n. 994;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 6, pag. 28, n. 532;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 876.


Monografie

Alessio C.L. & Rebaudengo E. : Inocybe, Iconographia Mycologica Vol. 29, Supplementum 3, Museo Tridentino di Scienze Naturali, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1870, pag.83, tav. 1.



(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 490        -         Giugno 2014        -        Riferimento 1624




GYROPORUS CYANESCENS (Bull. ex Fr.) Quèlet1886




gyroporus cyanescens gs4 20141007 1275551175Foto G. Sperati
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Sinonimi

Boletus cyanescens Bulliard (1788), Boletus cyanescens var. cyanscens Bulliard (1788), Boletus constrictus Persoon (1801), Leccinum constrictum (Pers.) Gray (1821), Boletus lacteus Lèveillè (1848), Suillus cyanescens (Bull.) P. Karsten (1882), Gyroporus lacteus Quèlet (1886), Gyroporus cyanescens var. cyanescens (Bull.) Quèlet (1886), Gyroporus cyanescens var. lacteus (Quèlet.) Quèlet (1888), Leucoconius cyanescens (Bull.) Becker (1923), Gyroporus cyanescens var. violaceotenctus Watling (1969), Gyroporus cyanescens var. sulphureus (Kalamees) Kalamees (1989), Gyroporus cyanescens var. vinosovirescens G. Riousset, Riousset & Bertèa (1999), Gyroporus cyanescens var. immutabilis J. Charbonnet , C. Lejeune & M. Xavier (2001).
Volg.: Boleto blu



Etimologia

Gyroporus = con i pori rotondi (dal greco gyros = cerchio e poros = apertura),
cyanescens = che diventa azzurro (dal greco kyanos = azzurro, turchino) per la carne che all'aria vira al colore azzurro.


Sistematica


Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Gyrodontaceae; Genere: Gyroporus, Specie: cyanescens.


Commestibilità


Commestibile di buona qualità


Descrizione

È uno dei due boleti con gambo corticato, cioè gambi provvisti di una vera e propria corteccia che si avvicina molto ad un tessuto vegetale o animale.
Il cappello misura 60-160 mm di diametro, è di forma emisferica all'inizio, poi convessa, quindi piana, ha il bordo lobato-ondulato; la cuticola è asciutta, secca, di aspetto feltrato, quasi squamosa, di colore giallastro o ocra-giallo-zolfo, raramente con tonalità bruno-olivastre, nettamente blu indaco alla pressione. Con basi forti (idrato di potassio KOH o di sodio NaOH) la cuticola del cappello reagisce colorandosi di giallo intenso e poi di rossastro
Tubuli mediamente lunghi, sono quasi liberi, appena rotondato-attingenti al gambo, bianchi, poi crema giallastri alla fine e blu intenso al taglio; i pori sono piccoli e tondi, concolori ai tubuli e viranti al blu alla pressione o al semplice tocco.
Gambo misura 50-100 x 20-30 mm ed è robusto, cilindrico, anche ingrossato alla base, pieno all'inizio per poi divenire spugnoso ed alla fine caratteristicamente cavernoso; la superficie è finemente feltrata, più liscia all'apice, scarsamente virante al tocco e più o meno concolore alla superficie del cappello.
La carne è soda e compatta, appena stopposa e molle quella del cappello, cassante nel gambo, bianca o biancastra ma virante nettamente al blu indaco al tocco, quasi immutabile negli esemplari maturi o disidratati; sapore e odore gradevoli.
La carne e i pori virano ad un blu intenso a contatto con la tintura di Guaiaco.
Le spore hanno forma ellissoidale, misurano 8-11 x 5-6 micron e sono giallastre in massa.
Cresce dal mare alla montagna, dall'estate all'autunno non troppo inoltrato, sotto conifere e latifoglie sia nelle garighe in zone prospicienti la costa marina, sia in montagna associato di preferenza al faggio.


Possibilità di scambio

Si può confondere: con Gyroporus ammophilus, che cresce nei litorali sabbiosi ed è responsabile di intossicazioni di tipo gastroenterica; con Gyroporus castaneus, (vedi scheda n. 248), che ha carne immutabile ed il gambo corticato, prima pieno poi fistuliforme; con Boletus pulverulentus (Xerocomus pulverulentus), (vedi scheda n. 479), che ha la carne virante al blu intenso e non all'azzurro, un cappello molto scuro, pori verdi e gambo bruno-rossastro.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 395;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 6, pag. 44 n. 4808;
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Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 559 n. 1828;
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Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964,pag. 117;.
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 615;
Bresadola G.: Funghi mangerecci e velenosi, Ed. G.B. Monauni, Trento1965, pag. 254, tav. 82;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 151, n. 1319, tav. 45;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 347, fig. 144
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 184 n. 469;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 2, tav. 138;
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Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 145, tav. 263;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, tav. 155;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 1, pag. 158, tav. 70;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 268;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 153;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 174;
Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol. 2, pag. 34;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 35, fig. 82;
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Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 66;
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Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 408;
Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 278 , foto 241 in nota;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 199;
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A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 206;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 4, tav. 393;
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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)