Scheda n. 460       -         Febbraio 2014        -        Riferimento: n. 278

 

 

CLITOCYBE COSTATA   Kühner & Romagnesi 1954

 

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 Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Infundibulicybe costata (Kühner & Romagnesi) Harmaia (2003),
Volg.: Ordinalino

 

Etimologia

Clitocybe = con la testa inclinata (dal greco Klitùs = inclinazione, pendio, e kùbe = testa)
costata = costolata (dall'aggettivo latino) per le costole crenulate sul bordo del cappello.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasi-diomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholoma-taceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Clitocybeae, Genere: Clitocybe, Sottogene-re: Infundibuliformes, Sezione: Infundibuliformes, Specie: costata.

 

Commestibilità

Commestibile, di qualità discreta.

 

Descrizione
All'inizio sembra di imbattersi in esemplari di imbutini (Clitocybe gibba, scheda n. 13) ma poi, osservando meglio, ci si accorge della presenza di costolature sul bordo del cappello che spes-so risulta anche più o meno ondulato. Infatti il cappello, di 30-70 mm di diametro, appena convesso all'inizio, poi spianato-depresso ed imbutiforme, presenta il margine appena involuto nei primi stadi di sviluppo ma che poi si distende evidenziando delle costolature; la cuticola è finemente feltrata, appena igrofana, di colore bruno-ocra o crema-beige-ocraceo. Le lamelle sono mediamente fitte, frammiste a lamellule di diversa lunghezza, decorrenti lun-go il gambo, il colore è biancastro-crema, il filo è intero e del medesimo colore delle facce. Il gambo, di 35-75 x 4-10 mm, è cilindrico, sodo, appena ingrossato in basso, percorso da fi-brillature chiare disposte in senso longitudinale, del medesimo colore del cappello. Alla base è frequente la presenza di un tomento bianco che trattiene parte del substrato. La carne è bianca con odore penetrante, forte, di humus con componente cianica e sapore mite. Le spore sono ovoidali, misurano 6.5-8,2 x 3,7-5 micron e sono bianche in massa. Cresce, più o meno gregaria, sia in boschi di conifere che di latifoglia dall'inizio dell'estate fino all'autunno inoltrato.

 

Possibilità di scambio.

Come già detto in precedenza C. costata è molto simile al noto imbutino Clitocybe gibba (Pers. : Fr.) Kummer (vedi scheda n. 13), anch'essa commestibile, che presenta il colore dello stipite diverso da quello pileico e la carne debolmente igrofana. Può essere confusa anche con Lepista inversa, (vedi scheda n. 346), che ha il cappello più bruno e completamente liscio e con Lepista flaccida, di colore ocraceo-giallastro e con carne più elastica: ambedue comme-stibili.

 

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(Gianfranco Sperati)