Scheda n. 456        -         Febbraio 2014        -        Riferimento 1414

 

 

 

 

RUSSULA MUSTELINA (Sch.) Fries 1836

 

 

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foto di Gianfranco Sperati

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Sinonimi

Russula mustelina var. mustelina Fries (1838), Russula fusca Quèlet ss. Josserand (1928), Russula mustelina var. iodiolens Bon & H. Robert (1985), Russula mustelina var. fulva Bon (1986).
Volg.: Russula mustelide

 

Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
mustelina = attinente le faine (dal latino mustela = faina)

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Heterophyllae, Subsezione: Heterophyllineae, Specie: mustelina.

 

Commestibilità.

È una russula che, consumata da giovane, è commestibile anche da cruda in insalata; ha un ottimo sapore e si presta ad essere conservata sott'olio.

 

Descrizione

La caratteristica colorazione bruna del cappello rende la R. mustelina, ancora giovane, assai somigliante ad un "porcino" (Boletus edulis). Può quindi capitare di raccoglierla con una certa emozione e poi accorgersi che l'imenio non è costituito da tubuli e pori ma da lamelle moderatamente serrate. Altri elementi che facilitano il riconoscimento della R. mustelina sono: la sua consistenza dura e compatta, le lamelle che tendono ad assumere una sfumatura crema paglierino, l'habitat montano, la reazione vivamente aranciata della carne a contatto con solfato ferroso ed infine la conformazione delle spore, molto allungate.
Il cappello, duro e carnoso, è al principio globoso, leggermente schiacciato alla sommità. In seguito si distende, divenendo alla fine alquanto depresso e con un lieve umbone centrale, con un diametro che può aggirarsi intorno ai 10 centimetri. La cuticola, parzialmente separabile, è tenace, elastica, asciutta o lievemente untuosa e brillante, di colore bruno-castano, bruno-cuoio, bruno-camoscio con orlo con chiazze più chiare, carnoso, ottuso, a lungo ripiegato.
Le lamelle sono diseguali, un po' serrate, forcate e anastomosate verso il gambo al quale aderiscono in maniera libera. Hanno una consistenza lardacea nell'esemplare giovane, poi cassante, ed un colore da bianco a crema-paglierino, macchiate di bruno sul filo. Si tingono lentamente di giallo con anilina..
Il gambo è massiccio, duro, compatto, più o meno cilindrico, pieno e soltanto in maturità farcito e cavernoso, con superficie pruinosa e rugosa, da bianco avorio a giallo brunastro in vecchiaia.
Carne anch'essa dura e compatta, bianca ma giallastra sotto la cuticola, ocra-bruno con l'invecchiamento. Reazione giallo-arancio con solfato ferroso, rapidamente bluastra con tintura di Guaiaco, rosso-brunastra con fenolo. Odore leggero ma gradevole (fungino) negli esemplari giovani e freschi, diviene poi sgradevole con una componente di pesce andato a male nei carpofori stagionati. In modo analogo il sapore è dolciatro, come di nocciola, per divenire in seguito un poco acidulo.
Spore ovoidali ma allungate, di dimensione 7 / 9,5 x 6 / 8 μm., decorate da piccole verruche a volte riunite in creste o in sottili reticoli imperfetti. Scarsamente amiloidi, bianco-crema. Sporata crema ocracea pallida.
Cresce abbondante nelle abetaie dell'arco alpino, soprattutto di abete rosso o di pino cembro. Più rara nelle faggete. Fine estate / autunno.

 

Possibilità di scambio

La Russula mustelina var. iodiolens Bon & Robert (1985) differisce per avere una taglia minore, una pronunciata pruina pileica e soprattutto per il forte odore iodato. Qualche somiglianza potrebbe trovarsi con Russula heterophylla fo. adusta Lange (1940) che tuttavia ha una sporata bianca, la cuticola asciutta e opaca, e cresce sotto latifoglie in luoghi aperti, caldi e soleggiati.

 

 

Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)