Scheda n. 468      -       Marzo 2014       -      Riferimento n. 1654

 

 

 

XEROCOMUS RUBELLUS Quèlet 1896

 

 

 

 xerocomus rubellus
Foto G. Sperati
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Sinonimi

Boletus sanguineus Withering (1801), Boletus rubellus Krombholtz (1836), Boletus rubellus var. rubellus Krombholtz (1836), Boletus rubellus f. rubellus Krombholtz (1836), Boletus rubellus subsp. rubellus Krombholtz (1836), Boletus versicolor Rostkov (1844), Boletus rubro-pruinosus Barla (1857), Boletus barlae Fries (1874), Versipellis sanguinea (With.) Quèlet (1886), Versipellis versicolor (Rostk.) Quèlet (1886), Xerocomus rubellus (Krombh.) Quèlet (1896), Boletus fraternus Peck (1897), Suillus rubellus (Krombh.) Hennings (1898), Ceriomyces bicolour Murrill (1909), Leucobolites rubellus (Krombh.) Becker (1923), Xerocomus versicolor E.- J. Gilbert (1931), Xerocomus versicolor var. versicolor (Kuntze) E.-J.Gilbert (1931), Boletus rubellus subsp. bicoloroides Singer (1945), Boletus rubellus subsp. caribaeus Singer (1945), Boletus rubellus subsp. consobrinus Singer (1945), Boletus rubellus subsp. dumetorum Simger (1945), Boletus rubellus subsp. bicolour (Murrill) Singer (1947), Boletus rubellus subsp. fraternus (Peck) Singer (1947), Boletus rubellus f. crassotunicatus Singer (1947), Boletus rubellus f. serotinus Singer (1947), Boletus rubellus f. subdumetorum Singer (1947), Boletus rubellus subsp. purpureus Snell & E.A.Dick (1959), Boletus rubellus subsp. rubens (Frost) E.A.Dick & Snell (1965), Tubiporus rubellus (Krombh.) S. Imai (1968), Boletus rubellus var. flammans A.H.Smith & Thoers (1971), Boletus rubellus subsp. borneensis Corner (1972), Boletus caribaeus (Singer) Singer (1978), Xerocomus communis (Bull.) Bon (1985), Xerocomus bicolor (Murril) Cetto (1987), Xerocomus quercinus Engel & Brückner (1990), Xerocomus rubellus (Krombh.) Šutara (2008).

Volg.: Boleto tomentoso.

 

Etimologia

Xerocomus = cappello secco, arido (deriva dal greco xeròs = asciutto e kóme = chioma, cap-pello),
rubellus = rosso vivace, rosso gaio (diminutivo dell'aggettivo latino ruber = rosso),
versicolor = di colore vario, variopinto.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Subfamiglia: Xerocomoideae, Genere: Xerocomus, Specie: rubellus o variecolor.

 

Commestibilità

Commestibile mediocre

 

Descrizione

Xerocomus rubellus è una Boletacea di non facile determinazione per la varietà di taglie e di colori con i quali ama presentarsi. Per questa ragione è stata spesso confusa e sinonimizzata con X. chryseteron (Bulliard) Quèlet, con B. versicolor Rostkovius, con B. sangui-neus,Withering, con B. barlae Fries e con altre specie ancora. Il carattere identificativo più importante pare essere la colorazione della superficie pileica che varia da un rosso sangue, al rosa fino all'ocraceo e che contrasta, a volta in maniera molto evidente, con il colore giallo citrino tendente all'olivastro e poi al bruno dell'imenoforo. E' inoltre un fungo che, pur essendo simbionte, cresce in luoghi aperti, in radure boschive, nei prati o in prossimità di graminaceae, molto raramente nel fitto dei boschi.
Il cappello, inizialmente emisferico, diviene convesso-guancialiforme ed alla fine appianatoe talvolta depresso al centro. Può assumere taglie molto variabili ed è piuttosto irregolare.Il bordo è rivolto verso il basso e sovente ondulato. La cuticola è adnata, opaca o lucida col tempo umido, liscia, con colorazioni uniformi, variabili dal rosso sangue molto acceso, al rosso vermiglio, al rosa, al laterizio, fino al rosso bruno e all'ocra, con tendenza a sbiadire con l'invecchiamento. Talvolta la superficie pileica appare screpolata.
L'imenoforo è costituito da tubuli mediamente lunghi, arrotondati o liberi al gambo, talvolta con un accenno di decorrenza sullo stesso, gialli poi olivastri o brunastri, viranti al blu al tocco o al taglio, terminanti in pori, piccoli e rotondi poi irregolari e angolosi, dello stesso color dei tubuli tendenti ad assumere una colorazione bluastra alla pressione.
Gambo cilindrico o fusiforme, non molto slanciato, anzi talvolta tozzo ed interrato. Giallo chiaro in alto poi rosso vinoso al centro o verso la base, coperto da costolature e granulazioni che imbruniscono con la maturità.
Carne compatta anche se sottile nel cappello, tendente tuttavia a divenire molliccia ed acquosa con la maturazione del fungo, fibrosa nel gambo. Di colore giallo pallido (rosata sotto la cuticola) è cosparsa da granulazioni puntiformi rossastre/carota, soprattutto alla base dello stipite; vira non in maniera intensa al blù al taglio. A contatto con acidi forti (ad es. H2SO4) la carne vira sull'arancione, con basi forti (ad es. NaOH) si tinge di brunastro. Odore e sapori gradevoli, dolciastri.
Le basidiospore (10 / 12,5 x 4,5 / 5,5 µm.) sono ellittiche, lisce, guttulate, gialle al microscopio ma con sporata bruno-olivastra.
Specie abbastanza rara ma che cresce gregaria ogni anno negli stessi luoghi, si produce nella tarda primavera o nel primo periodo dell'autunno, in luoghi aperti, ai limiti dei boschi o nelle radure, negli spazi ruderali e antropizzati.

 

Possibilità di scambio

E' sicuramente una specie polimorfa che ha dato adito a diversi Autori di proporre, non senza contrasti, varietà e forme. Le specie più prossime a X. rubelluus e con questo confondibili so-no: X. chrysenteron (Bull.) Quèlet che ha la cuticola pileica di un colore rosso meno vivace e vistoso e che è specie acidofile e boschiva, il B. versicolor Rostkovius e il B. armeniacus Quèlet che hanno tendenza a scolorire con l'età e quindi a perdere l'iniziale colorazione rosso porporino il primo, rosa-albicocca il secondo, lo Xerocomus dryophilus (Thiers) Singer che si differenzia per avere la base del gambo colorata di rosso scuro sia all'interno che all'esterno.

 

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(Sandro Ascarelli)